, ma che comunque merita una riflessione... Se la modello sul mio essere, posso dire infatti che il mio continente è composto da
ed ogni tanto tendo l’orecchio per ascoltare se suona la campana...
Il punto di partenza di ogni riflessione su quel che sono e sul mio stare in relazione con gli altri però inizia da alcuni versi di
...
Nel mio principio è la mia fine
nella mia fine è il mio principio.
[T. S. Eliot, Quattro quartetti]
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venerdì 1 giugno 2007 - ore 13:49
QUIETE INQUIETA...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è un sorriso d’amore
e un sorriso di inganno.
E c’è un sorriso di sorrisi
nel quale questi due sorrisi si incontrano.
C’è uno sguardo d’odio
e uno sguardo di disprezzo.
E c’è uno sguardo fatto di questi sguardi
che tu ti sforzi di dimenticare invano.
Perché a fondo nel profondo del cuore penetra
e affonda nel profondo delle ossa
e nessun sorriso che fu mai sorriso
ma solo quel sorriso solo
quello che dalla culla alla tomba
si può sorridere solo una volta
e quando è sorriso
ha fine ogni miseria.
[W. Blake]

...nubi nere in cielo, vento, pioggia in arrivo... Si prospetta un week end all’insegna della mutevolezza, dell’imprevedibilità e dell’incognito... Questa è la quiete, inquieta ed inquietante, prima della tempesta... Inquietudine anche in me, sottile, strisciante, che amplifica i pensieri, le sensazioni, le emozioni: e davanti agli occhi mi si parano i monotipi di William Blake, nella testa mi risuonano i suoi versi...
Amor non cerca di compiacer se stesso
Né per se stesso ha cura
Ma per un altro ogni favor rassegna
E il Cielo erige in un oscuro inferno.
[W. Blake]
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giovedì 31 maggio 2007 - ore 15:06
LA VITA SENZA NOTE A MARGINE E COMMENTO...
(categoria: " Pensieri ")
Il problema non è tanto
che io parlo e lui non mi capisce.
Semmai il contrario: il vero enigma
è il cane, che tutto sa di me
e mai ne riferisce.
F. Marcoaldi, Animali in versi, L’enigma del caneDopo averci riflettuto sopra un bel po’, mi sono resa conto che
l’unico essere vivente che mi accetta incondizionatamente è biondissimo, piccolo (pesa 5 kg), con liquidi occhi nocciola ed è intelligentissimo... ovvio che mi sto riferendo a
Taddeo...
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Preferisco, fin da quando ero piccola (sono figlia unica ed ho sempre avuto un cane per casa da quando mi ricordo), la
compagnia degli animali a quella degli uomini: mi piacciono le
bestie (tutte, tranne i ragni:
sono aracnofobica da sempre!) per il loro essere semplicemente quel che sono, per il loro seguire l’istinto, per la loro crudele innocenza e per la loro implacabile onestà...
Detto questo eccovi i miei animali preferiti: l’
ornitorinco, perché non può esistere creatura più assurda e strampalata; il
bradipo perché è l’unico pigro quanto me, se non di più; l’
echidna perché è ostica come me ed abbiamo probabilmente la stessa parrucchiera; la
scimmia, per motivi strettamente personali e segreti...
Di natura naturante il nostro tempo
cancella giorno dopo giorno
ogni residua traccia – perciò ricade
sulle vostre spalle di animali
il peso dell’origine, il marchio
dell’istinto, il pregio
dell’immediatezza, la pienezza
di un’esistenza priva
di ambivalenze, ripensamenti
e stalli, ferocia senza crudeltà,
dolcezza senza sdilinquimento:
il racconto oggettivo
della vita senza note
a margine e commento.
F. Marcoaldi, Animali in versi, Prologo
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mercoledì 30 maggio 2007 - ore 14:35
VITTORIE E SCONFITTE
(categoria: " Riflessioni ")
La cosa più importante al mondo è saper essere autosufficienti. [M. de Montaigne]
Un uomo deve essere un po’ pazzo se non vuole essere ancora più stupido. [M. de Montaigne]

Stamattina, mentre me ne andavo come al solito a zonzo con Taddeo, pensando al mio ormai
consolidato e difficile rapporto col mondo, alla mia
incapacità di adattarmi agli altri esclusivamente per non restare sola e riflettendo su come oggi sia difficile trovare qualcuno su cui poter veramente contare, qualcuno che non ti tradisca, qualcuno coerente a se stesso, perché i più guardano solo e sempre al proprio tornaconto, mi è venuto in mente
Michel de Montaigne, le cui uniche due passioni erano la
verità e la
libertà... E, pensando al suo esempio, alla sua lucidità nell’analizzare la natura umana con i suoi pregi ed i suoi difetti, al suo motto “
Che cosa conosco?”, sono arrivata alla conclusione che la
strada che ho intrapreso, per quanto difficile e spesso dura da sopportare, probabilmente è quella
giusta...
Ci sono sconfitte più gloriose che vittorie. [M. de Montaigne]
Un uomo dotato di grande ingegno non ha perso niente se possiede se stesso. [M. de Montaigne]
MICHEL EYQUEM DE MONTAIGNE (Bordeaux, 1533 – Saint-Michel-de-Montaigne, 1592) è stato un filosofo, scrittore e uomo politico francese.
I
Saggi, nei quali commentando i classici (come Plutarco, Seneca e Lucrezio) Montaigne, con una rara capacità d’introspezione libera da pregiudizi, analizza la condizione umana e la quotidianità, hanno influenzato enormemente la filosofia occidentale. Il suo progetto era quello di togliersi le maschere e gli artifici imposti dalla società per rivelare il suo vero io (
L’argomento del mio libro sono io). Opera senza precedenti per sincerità e introspezione, i
Saggi sono il ritratto di uno scettico, che condanna senza appello le dottrine troppo rigide e le certezze cieche e che è animato da due sole passioni: la verità e la libertà. Studiando se stesso, il filosofo arriva ad accettare la vita con tutte le sue contraddizioni. La condizione umana ideale è per Montaigne l’accettazione di se stessi e degli altri con tutti i difetti e con tutti gli errori la natura umana comporti.
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martedì 29 maggio 2007 - ore 15:41
LA MISANTROPA SOCIALE
(categoria: " Riflessioni ")
La solitudine è la sorte di tutti gli spiriti eminenti: talvolta essi ne sospireranno, ma la sceglieranno sempre come il minore di due mali. [A. Schopenhauer]
Bisogna essere molto forti per amare la solitudine. [P. P. Pasolini]
La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole. [C. G. Jung]

C’è poco da fare:
più vecchia divento e meno tollero la società, intesa come insieme di individui con i quali, poco o tanto, ci si relaziona nel corso delle proprie giornate... Ora, il fatto di avere, per vari motivi,
moltissime conoscenzee
un’infinità di rapporti, più o meno significativi,
con una moltitudine di persone, non è propriamente coerente con questo mia disposizione d’animo! Non riesco più a sostenere infatti
amicizie ipocrite, false od inutili,
legami superflui e ormai triti,
discorsi vuoti e totalmente stupidi,
uscite inconcludenti solo per “stare in compagnia”,
obblighi nei confronti di chi non mi capisce né stima... non vedo più
nessuna utilità, arrivata alla veneranda età di 28 anni, nello sforzarmi
a passare il mio tempo con persone che non mi trasmettono nulla, solo perché sennò passo per
asociale o comunque per
stronza! Tendenzialmente, sto bene
da sola o con i pochi -e sono veramente pochi!- che mi ascoltano e che hanno qualcosa da dirmi! Per il resto, visto il mio -inutile e masochistico-
impegno civile e sociale cerco di vivere in mezzo agli altri, sopportando,
a piccolissime dosi, questa nostra società...
Sono, insomma, una misantropa sociale!
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