PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE
*** Per Aspera Ad Astra ***
Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.
[A. Jodorowsky]
A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.
[Simone de Beauvoir]Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...
Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]
Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]
AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...
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lunedì 28 maggio 2007 - ore 14:15
I CONFINI DELLE NOSTRE POSSIBILITA’
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stamattina, mentre me ne tornavo in treno da Padova, dopo un meritato week end con il mio ometto, mi è venuta in mente una frase di Romano Battaglia: “Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo”... Così ho pensato che comunque, anche se l’ultimo periodo è stato per molti versi difficile -il 2007 si sta rivelando un anno veramente duro e ostico- e sicuramente impegnativo, tanto da mettere a dura prova i miei nervi e le mie risorse fisiche ed interiori, sono serena, sto bene con me stessa e con chi ho accanto -soprattutto grazie a chi ho accanto-... Detto questo, avevano ragione Epitteto ed Epicuro, che oltre 2000 anni fa hanno scritto:
Non cercare che gli avvenimenti accadano come vuoi, ma disponi gli avvenimenti come accadono; e sarai sereno. [Epitteto]
L’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri. [Epicuro]
EPICURO (Samo, 341 a.C. - Atene, 270 a.C.), filosofo greco, fondatore di una delle maggiori scuole filosofiche dell’età ellenistica. La sua filosofia si basa sull’
atomismo, discostandosi però da Democrito: egli riprende la teoria degli atomi, traendone
conclusioni di tipo etico capaci di liberare l’uomo da alcune delle sue
paure primordiali, come quella della morte e ritiene che il criterio della verità sia la
conoscenza sensibile, ovvero che solo i sensi sono veri ed infallibili. La filosofia, per Epicuro, è lo strumento, teorico e pratico, per raggiungere la
felicità liberandosi da ogni passione irrequieta.
EPITTETO (Ierapoli, Frigia, circa 50 d.C. - circa 120 d.C), filosofo stoico. Egli, come Socrate, non si curò mai di scrivere dei libri: tuttavia Flavio Arriano, un suo discepolo, che poi divenne un noto scrittore e una personalità politica di notevole rilievo, stenografò le lezioni alle quali assisteva, trascrivendo fedelmente le parole così come uscivano dalla bocca del maestro e componendo così il
Manuale di Epitteto. I due cardini della filosofia di Epitteto sono la
Proairesi, cioè la facoltà razionale il cui possesso differenzia l’essere umano da tutte le altre creature viventi e la
Diairesi, cioè il Giudizio di secondo grado o Supergiudizio che distingue, tra Giudizi ordinari relativi a qualunque situazione, quanto è in esclusivo potere dell’essere umano e quanto non è in esclusivo potere dell’essere umano.
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venerdì 25 maggio 2007 - ore 17:36
LA SOLA VITA CHE ABBIAMO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per fortuna è arrivato venerdì: il raffreddore sta passando, la tosse non mi molla e sono stufa marcia di passare le giornate su Procedura Civile, anche considerando il caldo africano che non aiuta la concentrazione. Confido, come sempre, nel week end per risollevarmi il morale e per ricaricarmi un po’... Come poi ha detto Steven P. Morrissey: “Godetevi la vita: è tutto ciò che abbiamo” ed io aggiungo: “Anche perché ne abbiamo solo una e ci dobbiamo accontentare!”. Quindi, nonostante tutto quel che è successo e che succederà, farò il possibile per essere felice...
Buon week end!
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giovedì 24 maggio 2007 - ore 12:02
FROMM PER CURARE IL RAFFREDDORE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il raffreddore non mi molla... oggi poi ho un colorito molto sano: la mia faccia tende al
verde nespola!

Per non passare il tempo solo a tossire e starnutire, stamattina mi sono messa a leggere
Erich Fromm, puntando l’attenzione soprattutto su
L’arte di amare e sulla sua riflessione sull’
uomo e la
società...
Chi ama davvero ama il mondo intero, non soltanto un individuo particolare.
Gli uomini moderni vivono sotto l’illusione di sapere quello che vogliono, mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere.
Il compito principale di un uomo è dare origine a se stesso, trasformandosi in tutto ciò che è in grado di essere. Il risultato di tali sforzi sarà la sua personalità.
Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno. [L’arte di amare]
Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo. [L’arte di amare]
Tutti noi siamo Uno, eppure ognuno di noi è un’entità unica, separata. Nei nostri rapporti col prossimo si ripete lo stesso paradosso. In quanto Uno, possiamo amare tutti nello stesso modo, nel senso di amore fraterno. Ma in quanto esseri distinti, l’amore erotico esige prerogative strettamente individuali, che esistono tra determinate persone, e non certo tra tutte. [L’arte di amare]
ERICH FROMM (Francoforte sul Meno,1900 – Locarno, 1980) è stato un celebre psicanalista e sociologo.
Il suo contributo alla sociologia viene collocato nell’ambito dell’
Umanesimo Normativo. Nelle intenzioni di Fromm, lo scopo della
scienza dell’uomo sarebbe quello di giungere ad elaborare una
definizione di essere umano.
Fromm, rispetto alla dottrina freudiana, sostiene in
Psicoanalisi della società contemporanea che
un’intera società può essere
malata, ponendo così l’accento sul ruolo che
l’ambiente può giocare all’interno dello sviluppo della malattia psichica individuale. Detta in altri termini, Fromm asserisce che una società malata può condizionare e portare alla malattia individui che nascono sani.
Il culmine della filosofia politica e sociale di Fromm si trovano in
La società sana del 1955. In esso Fromm pone argomenti a favore di un
socialismo democratico, di stampo umanista. Egli vedeva tanto in Occidente, quanto nell’Europa Orientale all’opera delle strutture sociali disumanizzanti, dominate dagli apparati burocratici, con il risultato di un universale fenomeno sociale di alienazione. Per alcuni anni Fromm fu politicamente molto attivo negli Stati Uniti: il suo interesse era rivolto soprattutto al movimento pacifista internazionale, nell’ambito della lotta contro gli armamenti nucleari e del coinvolgimento statunitense nella guerra in Vietnam.

... e adesso vado a prendere il
VivinC, che, anche se non mi fa una mazza, almeno mi da l’
idea di una cura!
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mercoledì 23 maggio 2007 - ore 12:20
EMERSON PER CURARE IL RAFFREDDORE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono appestata: solo io posso ammalarmi in pieno maggio e con un caldo africano! Sono uno zombie! Non sono per nulla un bel vedere: in questi giorni me ne starò rintanata in casa e spero in una pronta e veloce guarigione!

Per tirarmi un po’ su di morale, visto che questa condizione mi deprime perché non posso star dietro come vorrei a tutti i miei vari impegni, doveri ed interessi, stamattina, mi sono messa a leggiucchiare alcuni scritti di un grande uomo,
Ralph W. Emerson... ecco alcuni brani e citazioni che, nel corso degli anni, mi hanno fatto riflettere sull’
anticonformismo, sulla
fiducia in se stessi e sull’
indipendenza intellettuale:
Chi vuol essere un uomo deve essere un anticonformista.
La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La fiducia in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e consuetudini.
È facile, nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine.
La mia vita vale per se stessa e non per dare spettacolo. Preferisco che sia in tono minore, ma genuina e univoca, piuttosto che brillante e instabile.
RALPH WALDO EMERSON (Boston, Massachusetts, 1803 – Concord, Massachusetts, 1882) è stato famoso saggista, noto poeta e uno dei più influenti filosofi e scrittori americani. Il critico letterario Harold Bloom lo considera “
figura centrale nella cultura americana" ed il filosofo Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.
Nel saggio
Nature del 1836 formulò il concetto di filosofia del
Trascendentalismo, che, partendo dall’affermazione di trascendentale kantiano come unica realtà, esprime una reazione al razionalismo e un’esaltazione dell’individuo nei rapporti con la natura e la società.
La grandezza di Emerson sta nella vastità degli argomenti trattati e nello spirito pionieristico con cui se ne è occupato: infatti, pur avendo lasciato tanta traccia di sé nel mondo delle lettere e del pensiero, tanto da diventare un punto di riferimento di qualsiasi discussione sull’evoluzione culturale dell’America, Emerson appare una figura dai contorni spesso ancora non ben definiti e per questo è spesso inclassificabile.
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...e adesso, dopo questa
piccola parentesi culturale, vado a prendere la
dose mattutina di
sciroppo per la tosse e di
VivinC!
Saluti a tutti!
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martedì 22 maggio 2007 - ore 12:21
CHI E’ UBU...
(categoria: " Riflessioni ")
Sabato sera leggendo una scritta sul muro e poi discutendo di questa da Franki’s è saltato fuori che
nessuno sapeva chi è Ubu... Ora, è da 3 giorni che questo nome mi frulla per la testa ed oggi non ho resistito più ed ho fatto una piccola
ricerca a riguardo: eccovi il
risultato...
ALFRED JARRY è nato a Laval, Mayenne, Francia nel 1873, ed ha condotto una vita eccentrica e sregolata, identificandosi in parte con i suoi personaggi. Morì alcolizzato a Parigi nel 1907.
Ottenne un successo di scandalo con
Ubu re (
Ubu roi, 1896), commedia satirica originariamente concepita come spettacolo di marionette, che colpisce la stupidità e la violenza delle convenzioni sociali. Al Théatre de L’Oeuvre fu rappresentata la sera del 10 dicembre 1896, e divenne subito oggetto di culto e di veemente rifiuto da parte di critica e di spettatori. A essa Jarry diede seguito con
Ubu incatenato (
Ubu enchaîné, 1900) dove è ripreso lo stesso personaggio-maschera, grandiosamente negativo, dell’opportunista avaro e prepotente. Nei decenni successivi,
Ubu re è stato letto come attacco alla borghesia, parodia dell’
Edipo re di Sofocle, o di
Amleto e di
Macbeth di Shakespeare.
Ubu re è considerata caposaldo e vera e propria pietra miliare del
Teatro dell’assurdo (i cui testi che si basano sul concetto filosofico, elaborato in particolare da A. Camus, dell’assurdità dell’esistenza) e del
Surrealismo.
Jarry ha inoltre coniato il termine
Patafisica, che è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità. Si rifanno alla Patafisica: R. Queneau, J. Genet ed A. Warhol solo per citare alcuni nomi.
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lunedì 21 maggio 2007 - ore 14:17
SEMPRE AVANTI...
(categoria: " Riflessioni ")
La “Speranza” è quella cosa piumata -
che si viene a posare sullanima -
Canta melodie senza parole -
e non smette – mai -
E la senti – dolcissima – nel vento -
E dura deve essere la tempesta -
capace di intimidire il piccolo uccello
che ha dato calore a tanti -
Io lho sentito nel paese più gelido -
e sui mari più alieni -
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
ha chiesto una briciola – di me.
[E. Dickinson]...sempre avanti, anche quando ogni giorno porta nuovi problemi da risolvere e nuove difficoltà da superare: si sopravvive a tutto, anche se alcune cicatrici restano. Io poi comincio ad essere stanca, molto stanca... Fortuna che ho sempre accanto a me chi mi vuole bene, sennò la tentazione di mollare tutto e scappare sarebbe irresistibile...
E arrivato il momento di dimostrarsi, ancora una volta, matura e responsabile, di portare a termine quel che ormai è stato cominciato, di fare lennesimo sforzo per superare questo momento difficile... Sempre avanti...
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venerdì 18 maggio 2007 - ore 18:23
E SONO 28...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono nata
venerdì 18 maggio 1979, alle ore 13.30: è stato un parto difficile e sofferto, tanto che mamma non ha più voluto altri figli dopo di me!
Oggi, quindi,
compio 28 anni… Mi pare ieri che ne avevo
16 e mi sentivo “quasi” grande! E già a
25 mi pareva di essere vecchia… Non so, se continuo così, come mi sentirò quando arriverò a
30! Certo che sento molto lo scorrere del tempo, i granelli di sabbia che mi scorrono fra le dita, lasciandomi niente nella mano… Vorrei solo, alla fine,
quando mi guarderò indietro, non vergognarmi e ritenermi soddisfatta di quello che sono stata e di quello che ho fatto… Tutto qua!
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giovedì 17 maggio 2007 - ore 11:49
A CACCIA D’ARIA PIU’ PURA...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In una rivoluzione si vince o si muore. [E. Che Guevara]...a volte tutto complotta contro di noi ed è come se l’universo ti si rivoltasse contro: questa è una settimana in cui, per quanto faccia e per quanto dica, non c’è modo che le cose vadano per il verso giusto! Me ne capita sempre una (ieri è stato male pure il nonno)! E domani è il mio compleanno... potrebbe succedere di tutto! Dal tornado alla catastrofe umanitaria! Io però non mollo! O si vince o si muore! Però meglio se, per qualche giorno, me ne vado a caccia di aria più pura, per rimettere in ordine le idee e, soprattutto, per pacificarmi con me stessa e con il mondo... Perché il Tempo c’è ancora...
Era come se le strade precipitassero
poi – fu l’immobilità -
Eclisse: tutto ciò che era dato di vedere alla finestra.
Terrore: tutto ciò che provavamo.
A poco a poco – i più coraggiosi uscirono piano
allo scoperto, per vedere se il Tempo c’era ancora -
La natura indossava un grembiule d’opale,
e impastava aria più pura.
[E. Dickinson]
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mercoledì 16 maggio 2007 - ore 15:57
SOLO 3 ORE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ci sono anche vagabondi dello spirito ai quali la dimora degli avi appare troppo angusta ed opprimente per potersene restare tranquilli in quello spazio ristretto: invece di mantenersi entro i limiti di un modo di pensare moderato e di prendere per verità intoccabile ciò che a tanti dà conforto e sicurezza, essi oltrepassano tutti i confini della tradizione e vagabondano in strane regioni del pensiero, sollevando critiche irriverenti e dubitando impunemente di tutto, questi vagabondi stravaganti. [M. Stirner, Lunico e la sua proprietà]
Ieri sera riunione per il Tavolo Cittadino e per il Forum: 3 ore di discussione e di confronto con persone oneste e sincere, persone autentiche e corrette... 3 ore di risate, di analisi e di dispute... 3 ore per avere la prova che, se ce nè veramente lintenzione, il confronto costruttivo è possibile!
Queste 3 ore sono bastate a farmi passare la tristezza, a non farmi mettere più in dubbio quel che sono e quel che faccio e a farmi ritrovare il sorriso (anche per merito di chi è passato solo per darmi un abbraccio: un abbraccio che per me significa tutto)... E tutto quel che è successo in questi ultimi giorni, ormai è passato: morto e sepolto. Adesso avanti! Ci sono progetti da portare avanti, eventi importanti da organizzare, impegni da onorare, mete da raggiungere, persone (una in particolare) da amare, amici da vedere... La mia solita vita insomma!
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martedì 15 maggio 2007 - ore 12:55
DELUSIONE E TRADIMENTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Non è la prima e so, per consolidata esperienza ormai, che non sarà nemmeno lultima volta che qualcuno mi delude: il tradimento è prassi comune a molti oggi... Tutto questo però non toglie che lessere non capita da persone che comunque reputavo più che semplici conoscenze mi fa star male: è un mio fallimento essere stata completamente fraintesa e, soprattutto, essere stata vista come lopposto, in negativo, di quel che sono, solo perché la grettezza porta a vedere esclusivamente quel che si vuol vedere, senza capire il vero senso dei fatti e delle azioni... I falsi amici, gli infami ed i bugiardi invece quelli ci sono sempre stati e sempre ci saranno: basta solo essere accorti e riconoscerli prima che possano fare danni... Detto questo, con certe persone ho chiuso in maniera definitiva e con altre, importanti, cercherò di recuperare il terreno perduto: ammetto di aver sbagliato, ma lerrore è stato dettato dalla mia ingenuità ed eccessiva buona fede... Fortuna che accanto ho comunque una persona che mi capisce o che, almeno, mi accetta per quel che sono, semplicemente... quindi, io vado avanti per la mia strada...
Sfortunato leroe nato
In questa plaga dove il disco sè incantato
Dove i più bravi cuochi sono senza lavoro
E il girarrosto del sindaco va
Per conto suo, per inerzia.
Non si fa carriera a avventurarsi
Lancia in resta contro il drago,
Lui stesso rinsecchito in questi ultimi tempi
Per mancanza dazione a uno spessore di foglia:
La storia ha battuto lazzardo.
Lultima strega lhanno bruciata viva
Più di ottantanni fa
Con lerba amoreardente, col gatto parlante,
Ma i bambini ci hanno guadagnato,
Il latte di mucca ha la panna alta un dito.
[S. Plath, Tempi normali]
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