OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
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martedì 9 dicembre 2003 - ore 15:04
Pudore e sudore
(categoria: " Riflessioni ")
Brutta cosa nella vita non riuscire a trovare risposta a certe domande, domande sull'esistenza, domande su quale marca di cracker comprare, domanda ed offerta.. Le domande che ci si pone da stonati riescono ad essere quelle che danno più spunti di riflessioni, un po'per il loro non appartenere a questo mondo, un po'per il fatto che generalmente sono cazzate di dimensioni colossali, un po'per uno non fa male a nessuno. L'altra sera, mentre mi trovavo in coda al Nirvana per tentare di uscire, ho starnutito (con la mano davanti al naso, ho fatto le scuole alte per qualcosa..). Alla prima onda sonora del mio starnuto molti hanno cercato un k-way o riparo sotto qualche colonna del locale, per poi uscirne per falso allarme una volta accortisi del pericolo evitato dalla mia mano. Qualcuno timidamente ha detto "salute", ed ho ringraziato. "Salute" si dice anche a chi.. ehm.. rutta, oppure si dice "Bon pro". Il rutto è segno di maleducazione per la quasi totalità del genere umano, in realtà spesso è solo segno di sofferenza dello stomaco. Per il rutto si sono trovate appunto due forme di risposta "educata".
Ahimè, un'altra forma d'espressione dell'uomo, spesso celata da un'opinione pubblica razzista è il peto. La puzzetta. La "pernacchia". Chiamiamola scoreggia. Verso la scoreggia esiste un proibizionismo vergognoso almeno quanto quello verso la cannabis. Tutti scoreggiano, chi più velatamente chi meno, chi con un profumo di fiori di bosco e chi con odore di concerie, ma tutti lo fanno. Eppure ognuno è indignato appena ne sente una, specie se è la sua in pubblico. Ci sono tre scuole di pensiero per tentare di sfuggire ai sospetti altrui:
1) uscire per primo con "madonna, chi cazzo ha scoreggiato?" ed assumere un'aria di sdegno. Salvo farsi sgamare nell'atto irresistibile della "conchetta"
2) unirsi alla voce del coro "madonna che schifo" mescolandosi (anche fisicamente) agli altri, in modo da diffondere in una maggiore area l'odore del peto per confondere le idee
3) avere il lampo di genio di dire "beh, per fortuna ho il raffreddore!". Mai sentita, proprio una buona idea. Da brevettare.
Voglio trovare una risposta a questa volgare ma primordiale forma di espressione. "Salute" è già stata usata. D'ora in poi al primo peto altrui esclamerò "Aria". Inalando, ed esalando l'ultimo fatal respiro.
Devo aver respirato qualcosa di strano ieri.
SOGNO B - DANIELE SILVESTRI
Questa è una canzone sulla cacca, certo l'argomento può sembrare un po' volgare, lo capisco, ma vi suggerisco di dimenticare qui il lato gretto, in pratica l'oggetto, in qualsivoglia aspetto o forma voi lo conosciate
pensate, invece, a quanto e quali modi essa controlli i nodi chiave della vostra vita, quotidianamente, e non invento niente se dico che può, saltuariamente, essere lei il motivo vero di una crisi o di un umore nero
chiaro! non è che adesso voglio all'improvviso dimostrare che la cacca è un'entità fondamentale, un neoplatonico motore di chissà quale universo, è ben diverso il mio ragionamento, anzi, vi confesso
rappresento un raro caso di privilegiato, figlio di padre irruento e madre timida fui fortunato eppure molti soffrono, direi sempre più spesso, perché un po' come l'amore farla bene è già un successo
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
briu-ba-bi-be-bu-ba-bo-bene, adesso entriamo coraggiosi nel discorso duro, prego gentilmente i cardiopatici di farsi un giro, eppure, giuro, a me non fa né caldo né il contrario soffermarmi su quest'argomento scomodo e oltremodo serio
ecco, vedo già iniziare un battibecco e qualche vacua discussione su chi evacua meglio e va quasi immediatamente detto che non credo a un metodo perfetto, in quanto, poi ci arrivo defecare è molto soggettivo
primo, direi che leggere è comune, ma se per qualcuno è un mezzo per moltissimi è il vero fine, l'unico momento lieto in tutta la giornata, che poi quello che leggi al cesso spesso è già una gran cagata
c'è chi fuma, chi riflette, chi si mette a canticchiare, chi controlla soddisfatto ciò che ha fatto e poi ne parla pure, in ogni caso è il posto in cui sei solo con te stesso ed è per questo che le mie canzoni nascono sul cesso
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
però mi si potrebbe far notare che in partenza avevo detto che la... la cacca spesso è sofferenza collera, disagio, allora adagio e senza fretta cominciamo a analizzare chi svuotandosi fischietta
fiu-fiu-fiu-fi-fiut fuiu-fi-fiu-fi-fiut, si tratta chiaramente di uno che ha vergogna e non si accetta, perché in fondo il nostro mondo più interiore fa paura, ma è per altri che la vita è molto, molto molto dura
stitici di tutto il mondo vi capisco, io non ho esperienze vere, ma indirettamente anch'io subisco effetti laterali, se tra i miei più amati cari c'è chi smette di soffrire a sprazzi bisettimanali
solo voi capite l'attimo fuggente, voi che siete sempre all'erta e quasi sempre non è niente, allora massimo rispetto per voi tutti, e in questo senso, io vi dedico sincero il mio minuto di silenzio.
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PERMALINK
lunedì 8 dicembre 2003 - ore 13:14
Nirvana?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gran bella festa ieri sera, davvero. Qualcuno può obiettare che una festa in discoteca sia un pacco ma quello di ieri sera non era il Nirvana, era una festa privata. Sì, forse aperta a un po'troppo pubblico, visto che per mezz'ora mi sono sentito come un polaretto che dal banco del supermercato passa nel congelatore mentre stavo in coda. La prima scena memorabile è stata al bar:
"Un fior di loto, perfavore"
"No, stasera facciamo solo i cocktail scritti lì"
"Ok, mi fai un margarida?"
"Va bene"
(cinque minuti)
"Eh, devi avere pazienza perchè c'è casino"
"Ok"
(cinque minuti)
"Non ho il ghiaccio tritato"
"Quindi?"
"Lo vuoi lo stesso con i cubetti?"
"Dammi un ghiacciolo a sto punto"
Il tipo non capisce ed io nel frattempo volo con la mente in un futuro prossimo nel quale farò un mucchio di soldi distribuendo spine di gin lemon per i locali (per sostituire quelle obsolete di fanta, coca e kinley), gin lemon in lattina e ghiaccioli alla tequila. Nel frattempo il personaggio mi consegna questo bicchiere di plastica fastidiosa sulle labbra con una poltiglia di tequila, sale e carne di cavallo probabilmente uscita da una ricetta di Suor Germana. Ho persino le allucinazioni e vedo un uomo con lo sguardo del soldato Palla di Lardo (dopo la liposuzione) prima di spararsi il colpo in Full Metal Jacket. Non sono comunque l’unico a vederlo, cesca-80 mi rassicura. Mi dileguo il prima possibile. Il dj è uscito da un film di Lando Buzzanca degli anni '70 e fa battute inutili mettendo tra l'altro l'inno nazionale di Bagnoli di Sopra: Obsesion, l'unica canzone che più che da spagnoli o portoghesi sembra cantata da un condannato alla castrazione. Decido che è meglio cambiare sala e mi reco in zona concerti. Attendo con impazienza che i cari Beehive salgano sul palco per saggiare quanti acidi abbia assunto il buon (e bravo) Byondino ma vengo a sapere che è stato in uno smart shop di recente e quindi ha comprato delle nuove droghe ancora legali. L'effetto è visibile ad occhio nudo: gli sono cresciuti gli orecchini che il vero Mirko di Kiss me Licia aveva nei cartoni animati. Silvio con il suo immancabile marsupio dispensa nel frattempo droghe leggere al resto del gruppo per dare la carica giusta. Laura/Licia regala a tutti le polpette allucinogene preparate da Marrabbio che fanno vedere di colore arancione i gatti e di colore blu i capelli dei bambini. Capisco in questo momento che quel Margarida di merda ha fatto effetto. Vedo un sacco di etichette con i nick scritti sopra ed inizio a confonderli, tant'è vero che ad un certo punto abbraccio un buttafuori convinto che sia Rossofuoco, ma capisco subito che sto sbagliando perchè non mi chiede se io sono del sito! Evito le botte facendo lo gnorri e voltandomi dall'altra parte; colgo l'arrivo di mia nonna Vampina, che scoprirò poi essere il premio per i vincitori del concorso musicale (ma lei non lo sa). Il dubbio permane: verrà premiato solo il cantante o l'intero gruppo? Nel mistero che mi coglie decido di alzare Fgth sulle note di Ufo Robot per farlo pentire di essersi candidato con la Margherita per il consiglio comunale del suo ridente paese. La giuria giudica (viva le allitterazioni) a mio parere male ma onore al merito a tutti e mi appropinquo all'uscita. Da lì in poi passa un'ora e mezza prima che abbia l'immenso culo di ritrovarmi nella magnifica e rigogliosa zona industriale di Peraga di Vigonza. In questo tempo un mio piede perde mezza funzionalità, dietro di me un uomo perde la verginità posteriore ed una ragazza partorisce. E in più i due buttafuori (compreso il "simpaticone" che ha scortato Ben Johnson al Fitness Formula una volta) se la prendono pure con me. La possano prendere nell'uscita posteriore, insomma. E vado verso casa sconsolato ed assonnato. Felice però, bella gente, belle donne, bei trans, ermafroditi fantastici, belle etichette con il nome scritte con un altrettanto bel pennarello. Mancava solo la marmotta che incarta la cioccolata. Grazie Enrico, la prossima festa però la facciamo al "Blue Oyster" di Scuola di Polizia. E voglio la percentuale 
LA VALIGIA DELL’ATTORE – F. DE GREGORI
Eccomi qua
sono venuto a vedere
lo strano effetto che fa
la mia faccia nei vostri occhi
e quanta gente ci sta
e se stasera si alza una lira
per questa voce che dovrebbe arrivare
fino all'ultima fila
oltre al buio che c'è
e al silenzio che lentamente si fa
e alla luce che taglia il mio viso
improvvisamente eccomi qua
siamo l'amante e la sposa
siamo arrivati fin qua
l'attore e la sciantosa
e siamo pronti a qualsiasi cosa
pur di stare qua
siamo il padre e la figlia
arrivati fin qua
siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra valigia di là
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio
tra un manifesto e lo specchio
Eccoci qua
siamo venuti per poco
perché per poco si va
e il sipario è calato già
su questa vita che tanto pulita non è
e ricorda il colore di certe lenzuola
di certi hotel
che il nostro nome ce l'hanno già
e ormai nemmeno ci chiedono più
il documento d'identità
e allora eccoci, siamo qua
siamo venuti per niente
perché per niente si va
e c'inchiniamo ripetutamente
e ringraziamo infinitamente…
Eccoci qua
siamo il padre e la figlia
capitati fin qua
siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra vita di là
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio
tra un manifesto e lo specchio
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PERMALINK
giovedì 4 dicembre 2003 - ore 11:35
Musica e Spot pubblicitari
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sono uno che con la musica accompagna tutto e che con la musica c’ha campato per un bel periodo. Amo le canzoni, anche le più insulse per quello che possono dare a livello epidermico o per la capacità anche della canzone più brutta e assurda di far ricordare bei momenti a cui quel pezzo è associato. Certo, non auguro a nessun adolescente di aver dato il primo bacio ascoltando “Tre parole” di Valeria Rossi, ma non posso nemmeno dimenticare che anche nel passato di persone insospettabili e punk ci sia stato l’ascolto degli 883 (ogni riferimento a Sica è puramente casuale!). Quello che mi fa male è vedere la musica rovinata. La televisione, il cinema e le radio campano grazie agli introiti pubblicitari, ed ogni pubblicità ha bisogno del suo “tema”. Ricordo i pensieri assurdi su “che musica potrei associare ad un calcio di rigore?” quando mi venne proposto di fare il musicologo per Sport Stream nel 2001. Immagino la difficoltà del copywriter dello yogurt Mio nell'inventare un gingle che dia allegria ai bambini e paranoia nei genitori che li spinga a comprare quella brodaglia acida per i loro pargoli. Non riesco però a capire l’autore dello spot dell’Averna che, forse in balia di un trip da Salvia divinorum, immagina che un telefax riesca a spedire una goccia di amaro dall’altra parte dello stivale su un foglio di carta. La donna che riceve il fax, oltretutto, lecca la goccia e sorride, quando è noto a tutti che il primo sorso di amaro al limite fa strizzare un po’gli occhi, figuriamoci l’Averna che potrebbe essere il prodotto principe del Lidl se non fosse già abbastanza noto. In sottofondo… “I don’t want to close my eyes..” eccetera: un uomo che ha appena fatto i gargarismi con il vetriolo gorgheggia un pezzo degli Aerosmith. Comprare la licenza per il pezzo originale costava troppo?
Il mio parere è un altro: il signor Averna è andato a casa di Steven Tyler, gli ha fatto assaggiare un goccio di amaro e il padre della gran gnocca Liv ha sputato per terra, poi ha letto il copione dello spot ed ha pensato che nemmeno lui in vent’anni di tossicodipendenza aveva mai concepito una cagata simile, ha fatto seguire il signor Averna dai suoi due Rottweiler e ha dato ordine di vigilare sulle azioni dell’uomo dell’amaro.
Onesta invece la scelta di Fastweb, che per “What a wonderful world”, che è una canzone allegra e di speranza, ha scelto la cover allegra eseguita dal grande compianto Joey Ramone, la versione triste ma originale di “Satchmo” è consigliabile ai sordi ed in effetti è colonna sonora dello spot Amplifon. Ultimamente poi si vede un’allegra famiglia che fa la merenda con “Torn” in sottofondo, ma la cantante imbroglia, non Imbruglia, non è la Natalie italo-australiana. Anche lì nascono dei dubbi sulla bontà dello snack. Il buon DJ Glenn White (o Kano per gli amanti della musica anni ’80), spesso presente all’abusivo “da Bepi” dietro casa a degustare le prelibatezze culinarie che solo Eugenio sa preparare, ricanta “Tea for two” per il Beltè. Ma sa cantare ed almeno l’azione è giustificabile, il testo cambia e diventa più che altro un gingle. Anche perché può essere definito un the qualcosa fatto con l’acqua di San Giorgio in Bosco? 
Dopo essere stato plagiato dalle Four non Blondes in “What’s up”, Bobby Mc Ferrin viene pure “coverato” da un fischiatore anonimo che nello spot dei gioielli Bliss rifa la sua “Don’t worry be happy”, ma il suo alito è riconoscibile anche attraverso lo schermo tv. E che dire dello spot Osella, che mia nonna credeva blasfemo in quanto cover eretica di “E’giunta l’ora”? Valle a spiegare che il pezzo originale non era manco italiano…
Incredibile è però il caso Mon Cheri. Tutto nasce ovviamente da un equivoco. Di sicuro l’autore dello spot aveva scelto “I’m easy” di Lionel Richie. Il fattorino di turno ha consegnato l’orrenda “I’m easy” di Keith Carradine, una canzone veramente brutta, simil country che da stimoli lassativi, più di quanti ne possa dare la cioccolata. Ed è ovvio cosa succede in realtà nello spot, quello che in tv non si vede: la moglie un po’gatta torna a casa e flirta con un baldo senegalese, e nel frattempo ascolta la segreteria telefonica nella quale il povero alce del marito le esprime tutto il suo amore. In quel mentre, l’alce la guarda ed inizia a battere sulla porta a vetri imprecando mentre il senegalese compiaciuto mangia cioccolata a tradimento (è proprio il caso di dirlo). Il marito comprende finalmente perché restavano sempre senza Mon Cheri. “But I’m easy”… Sti cazzi.
Mina si sputtana definitivamente ricantando “Can’t take my eyes off you” per la nuova fiat Panda, portandola ad una inevitabile estinzione come l’animale che a lei da il nome.
Toccante è anche Nek che sul palco si carica una probabile prostituta soprannominata “Golden Lady” e smette di cantare quello strazio di “La vita è” per inneggiare a lei. Doveva ancora comprare il cd dei sum41 e copiare la loro “Still Waiting” e di essere una mezza calzetta non voleva saperne: meglio una calza intera.
Tale Gisella poi interpreta “I feel good, I feel fine”, parlando probabilmente della sua passione per gli anziani, nello spot della coppa del Nonno. Nel 1989 Eddie Brickell aveva scritto un pezzo che si chiamava “Circle” che sembra identica ma probabilmente è stata solo una svista.
A questo punto credo che il pubblicitario sia diventato davvero un mestiere aperto a tutti. Fortuna che quelli di Costa Crociere hanno sempre buon gusto nello scegliere le musiche per i loro spot.
Temo un po’ il futuro. Il parlare sempre più liberamente di sesso porterà sui nostri teleschermi prestissimo pubblicità di oggetti erotici. Non so se potrei reggere “Amore di plastica” nello spot di un vibratore.
GORECKI – LAMB
If I should die this very moment
I wouldn't fear
for I've never known completeness
like being here
wrapped in the warmth of you
loving every breath of you
still my heart this moment
oh it might burst
could we stay right here
till the end of time until the earth stops turning
wanna love you until the seas run dry
I've found the one I've waited for
all this time I've loved you
and never known your face
all this time I've missed you
and searched this human race
here is true peace
here my heart knows calm
safe in your soul
bathed in your sighs
wanna stay right here
till the end of time
till the earth stops turning
gonna love you until the seas run dry
I've found the one I've waited for
the one I've waited for
all I've known
all I've done
all I've felt was leading to this
all I've known
all I've done
all I've felt was leading to this
wanna stay right here
till the end of time till the earth stops turning
gonna love you till the seas run dry
I've found the one I've waited for
the one I've waited for
the one I've waited for
wanna stay right here
till the end of time 'till the earth stops turning
gonna love you till the seas run dry
I've found the one I've waited for
the one I've waited for
the one I've waited for
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PERMALINK
martedì 2 dicembre 2003 - ore 11:38
5
(categoria: " Vita Quotidiana ")

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PERMALINK
mercoledì 26 novembre 2003 - ore 17:07
libertà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Credo che una delle forme di coraggio che non riesco ad esprimere sia il dire "no". E'nella mia natura, promettere, iniziare 10000 cose e non riuscire magari a finirne molte. Ma tentare comunque, provarci, aver paura di deludere con un diniego. Avere rabbia e voglia di mandare a cagare qualcuno ma non riuscirci, anche per le stronzate. Quando sei a mangiare un panino, ti danno il tuo e dici "qualcuno vuole assaggiare?" e tutti dicono di no. Ti mangi il bordo, arrivi al cuore, alla parte più buona, osservi il tuo panino come il corpo di una bella donna che stai per mordere ed in quel momento lo scroccone stronzo di turno se ne esce con "aspetta che te ne frego un pezzo". Queste son le cose che ti fan sentire fuori dal mondo, ti verrebbe da insultare una persona per una cosa che in fondo è normale, fastidiosa ma normale. Perchè dire "no" a te riesce difficilissimo e il tuo insulto, il tuo immaginarlo contro il muro con te che gli dici "sei un parassita", sarebbe molto più facile, paradossalmente più naturale. Quando ti chiama un opportunista, quando ti martella di chiamate, e sei deluso dal suo comportamento, dal fatto che ti vede solo un mezzo per arrivare a qualcosa e non te l'aspettavi. Quando qualcuno ti dice "ehi ma che ci fai? da quanto tempo! quando andiamo a berci una cosa insieme?". Mai. Non andremo mai a berci una cosa insieme. E ti viene da procrastinare. MI viene da procrastinare. Ma questa persona magari non c'entra un cazzo con la tua vita. Anzi, proprio non voglio che c'entri. Non mi interessa, se non c'è è per un motivo. Mi sta sui maroni, mi annoia, mi ha deluso, non ha fatto nulla e la trovo una persona che non ha niente da dare in bene o in male. Stattene fuori dalla mia vita, resta lì, non hai motivo per usare un "vediamoci" come frase di circostanza. Se due persone, due amici vogliono vedersi non hanno bisogno di frasi di circostanza. O, però mi sto ripetendo, di messaggi gratis. E magari se non ti parlo è perchè non voglio parlarti. Se non ti rispondo una volta, non richiamare. I soldi ce li ho per fare una telefonata. Se ne ho voglia ti richiamo io. Se non ti rispondo subito è perchè ho da fare, se non ti rispondo mai sono sgarbato ma mi sento onesto, evidentemente mi hai rotto i coglioni. E non serve che metti magari l'anonimo. Magari sto facendomi i cazzi miei. Magari sono con la mia ragazza. Magari sto cercando di dormire. Magari non ho voglia di parlare. Magari. Odio quando mi si dice "avrei bisogno di una cosina", "ti rubo solo un attimo". Si preannuncia di perdere una giornata. E non vedi una lira. Ma che me ne frega delle lire, un grazie? Manco quello. Il tuo attimo diventa ore, diventa "no" detti a te stesso, alle persone che vuoi vedere davvero, a persone che lo meritano. E a me quell'attimo non lo ridarà nessuno. Forse per questo da qualche anno giro senza orologio, per accorgermi di meno del tempo che butto via. Si parla tanto di libertà di nazioni, popoli, stati... Al momento per il mio microcosmo vorrei solo che momo mi lasciasse dire di no, ogni tanto. Cazzo, che umore mi mette la pioggia
E parli l'evanescenza di Faber, parli Kipling, parli Wilde, parli anche il silenzio e chi voglio sentire
AMICO FRAGILE - FABRIZIO DE ANDRE'
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno di attenzione e di amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ad altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo cominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi,
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
per una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi
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PERMALINK
lunedì 24 novembre 2003 - ore 11:05
Christmas Card
(categoria: " Riflessioni ")
Come ogni anno arriva la Christmas card. La tessera che permette ai milioni di utenti Vodafone od Omnitel che dir si voglia di parlare, mantenere contatti, molestare, rompere i coglioni al prossimo anche 100 volte al giorno senza ripercussioni economiche. Molte persone si lamentano che stavolta costa sette euro. Un furto, un'ingiustizia. Fossi in loro farei ricorso al giudice di pace. In effetti l'Italia è piena di simpatiche persone che si lamentano delle cose regalate loro o pagate meno di ciò che valgono. Quelle stesse persone che adesso stanno già praticando petting selvaggio sui poveri tasti delle loro saponette trasmittenti. Da giorni infatti sulle panchine di Padova si notava un fottio di adolescenti e nerd intenti a muovere le dita sui telefoni con una velocità paragonabile a Richard Clayderman e Tori Amos sul pianoforte: si allenavano. Dopo due giorni han più calli sulle dita di un chitarrista o di un segaiolo. Il lieto evento di ogni anno stava arrivando. Code di ragazzine impazzite davanti ai negozi Vodafone pronte a barattare poster dei Take That con una carta servizi. Orde di bambini con il banchetto in strada a rivendersi i Pokemon per l'agognata Megan Gale su cartoncino. Si sostiene che a Rosà ci fosse un coro incessante di "Daccela!" sotto l'alloggio della modella australiana. Dopo sei giorni di tappi per le orecchie, la modella era pronta al peggio quando ha scoperto che la merce preziosa desiderata dal volgo era solo una tesserina. Gira voce dell'esistenza di persone che addirittura hanno comprato la tessera senza nemmeno possedere un telefonino. I bambini non attendono più Babbo Natale, aspettano svegli l'sms di avvenuta attivazione. La befana è una stronza: quando arriva lei la promozione è già finita.
Durante il periodo di Christmas card nascono nuovi fenomeni:
1 Sindacati
Nascono più forti dei Cobas, pronti a spedire orde di messaggi l'ultimo giorno di validità della promozione in quanto "non è giusto, obblighiamo la Omnitel a continuare!". Cofferati ed Epifani si fanno le pippe in confronto, questo esercito di scrocconi è più potente del garante della privacy, di Mastro Lindo, della scimmia dei Kellog's Coco Pops, della Tigre dei Frosties, della puzza dell'alito di un alcolista, di qualsiasi cosa. Peccato che non se ne accorgano i vertici olandesi del gestore telefonico. Si vocifera che per il 2004 ci sarà un assalto degli utenti alla loro sede centrale simile a quello della presa della Bastiglia del 1789, ma una cartomante dell'899 mi ha appena detto che sarà inutile: si fermeranno tutti al coffee shop e si faranno i filtri con la Christmas Card.
2 Catene
Mai come sotto Natale si diffondono catene di S.Antonio (sarebbe più appropriato chiamarle "catene d'Avvento visto il periodo) con le cazzate più enormi, dal messaggio propiziatorio per il sesso a quello che si sostiene venga conteggiato da un ente benefico a caso per fare beneficenza a quello per ottenere un sacco di traffico gratis (nell'autostrada dietro casa, però). Tali stronzate intasano i già messi a dura prova short message centers facendo bestemmiare quei poveretti che bisogno di mandare un messaggio per cose serie ce l'hanno sul serio. Immaginatevi se il povero veterinario alcolizzato dell'amaro Montenegro, con quel vecchio biplano tornato a volare, avesse avuto un'avaria al motore e non avesse fatto in tempo a comunicarlo alla torre di controllo perchè nel frattempo i suoi 15 figli stavano scrivendo a mezzo mondo "se questo messaggio a 20 persone non manderai un padre beone anche tu avrai". Un dramma.
3 Disegni
"Italiani grandi artisti", recita un detto popolare. Guardate gli schermi dei Nokia e vorrete cambiare nazionalità. Girano disegnini da nerd fatti con pochi caratteri che visti la prima volta fan ridere, la seconda sorridere, la terza sbadigliare, la quarta ronfare, la quinta commettere atti impuri. Poi, suvvia, sono gli stessi di ogni anno. E perchè poi, cazzo, dare per scontato che tutti usino Nokia?
4 Grandi amicizie
Non senti la tua vicina di casa da un mese? Hai litigato con un tuo amico e non si fa vivo da un anno? Niente paura, la Christmas card fa più miracoli di "C'è posta per te", e non è nemmeno brutta come Maria de Filippi. Scoprirai un mondo di persone che ti vogliono bene. Ti hanno sempre stimato, non si sono mai dimenticate di te. Diciamo che erano solo in un periodo di riflessione. Più che altro, adesso hanno tutto il giorno per pensare a chi cazzo mandare un messaggio, quindi si ricordano di te. Ma giusto perchè hanno la sim capiente e non ti hanno ancora cancellato dalla rubrica. Il due gennaio sai già che spariranno. Ma è solo per l'anno nuovo, fidati.
5 Sconosciuti alla porta
Una volta vendevano aspirapolveri. Poi libri religiosi. Calzini, accendini, fazzoletti. Tappeti. Ora vendono affetto gratis. "Ciao ki sei, sei m o f? Risp". Il riferimento a Luciano Rispoli è chiaro e cristallino. Ma manco il t9 ed il fatto che i messaggi sian gratis insegna a sta gente l'italiano, ci sono "k" dappertutto, abbreviazioni a volte incomprensibili e quell'odioso RISP. E sparano numeri a caso. Stronzi. Alle tre di notte, magari hai scordato il telefono acceso, squilla. E'un trans di Bolzano Calabro che vuole fare amicizia con te. Non importa chi sei, premendo a caso i tasti sei uscito tu. Puoi dirgli che hai già la batteria Mondial Casa, che non ti serve niente, che non credi alla fine del mondo, ma lui per te ci sarà sempre. Finchè credito non vi separi.
6 Amanti dell'ultima ora
Hai passato il Natale senza nessuno? Non sei andato in vacanza con un partner o qualcosa di simile? Hai limonato da solo abbracciando l'attaccapanni? NIENTE PAURA! Come diceva Pino Daniele, "Qualcosa arriverà". Nell'ultima settimana di Christmas card puoi sempre rompere i coglioni a tutta la tua rubrica (e ad i loro eventuali partner) facendo presente che vuoi loro bene, che hai sempre provato interesse per loro... "Uno su mille SE la fa", parafrasando Gianni Morandi.
7 Esperti nel commiato
Vai tranquillo, non riceverai auguri di buon anno da nessuno. Riceverai un sacco di "mi spiace cazzo domani finisce la xmas e non ci sentiremo più". E ti dovrai andare a confessare per i "ma chi se ne fotte" che la tua bocca partorirà a ciclo continuo.
Ora scusatemi ma sto disegnando un alberello di Natale sul mio Samsung, devo prendermi per tempo.
CHRISTMAS IS ALL AROUND - BILLY MACK
I feel it in my fingers
I feel it in my toes
CHRISTMAS is all around me
And so the feeling grows
It's written on the wind
It's everywhere I go
So if you really love CHRISTMAS
Come roll and let it SNOW
You know I love CHRISTMAS
I always will
My mind's made up
by the way that I feel
There's no beginning
there'll be no end
'Cause on CHRISTMAS
you can depend
You gave your PRESENTS to me
and I gave mine to you
I need some TOY beside me
in everything I do
You know I love CHRISTMAS
I always will
My mind's made up
the way that I feel
There's no beginning
there'll be no end
'Cause on CHRISTMAS
you can depend
It's written in the wind
It's everywhere I go
So if you really love me
Come on and let it show
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venerdì 21 novembre 2003 - ore 10:24
a volte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi piaccio. Quando mi rendo conto che alla fine della giornata posso chiudere gli occhi abbastanza tranquillo, perchè i pensieri, gli impegni, le scadenze non sono abbastanza in confronto alle cose già fatte che sono andate bene. Quando mi rendo conto che riesco a non essere falso perchè non corro incontro a chi mi sta sui coglioni e lo abbraccio o gli do i bacetti per poi buttargli merda addosso, come invece fa lui (o lei). Quando vedo certe persone che hanno fatto parte della mia vita, per le quali ho sofferto nel momento in cui le ho perse e adesso vorrei solo averle perse ancora prima. Quando ringrazio Dio di essere nato maschio perchè non avrei voluto essere donna con amiche donne. Quando parlo con le canzoni, anche se sono di altri, e quando vorrei, come sto facendo, rispondere con una canzone a chi mi chiede "come ti senti? come va oggi? cos'hai?". Quando apro gli occhi sconvolto dai bagordi della sera prima ma dopo essermi dato una lavata mi sorrido allo specchio anche se non sono un bello spettacolo. Quando brindo con qualcuno per il piacere di festeggiare un evento di eccezionale portata, che è il piacere di vedere questa persona al mio stesso tavolo per il piacere che ho di trovarmici insieme. Quando mi emoziona leggere qualcosa che non sia per forza un libro di sto cazzo di cui parlano tutti, ma un pensiero di qualcuno, una riflessione, qualcosa che non riguardi nemmeno per un soffio la mia vita. Quando per un attimo non mi dedico a fare il buffone di corte. Quando sono a casa da solo ed alzo a palla lo stereo, faccio una doccia ed appena esco mi metto a cantare convinto e felice che nessuno mi senta. Quando persone che stimo ed ammiro per il loro lavoro si fanno sentire. Quando anche gente con cui non ho più a che fare per vicissitudini incontrate a questo o ad un altro incrocio della statale della vita dice qualcosa di buono su di me ad altri. Quando mi arriva un messaggio inaspettato. Quando gli amici non sono gli "amici da christmas card" che appaiono e spariscono con le stesse date delle promozioni. Quando conosco una persona nuova ed ho delle belle sensazioni. Quando ti parli tra sbronzi e non hai nessun filtro tranne quello attaccato al cilindretto di tabacco o che altro ti stai fumando. Quando mi rendo conto che gli amici veri devono per forza essere pochi, e non pretendono nulla da me che non sia il fatto che ci sono, e non ho bisogno di pretendere nulla nemmeno io perchè ciò di cui ho bisogno esiste già. Quando Bobo la mattina graffia alla porta, impreco, mi alzo, giro la maniglia e lui entra e si mette a dormire ai piedi del letto scodinzolando per mezz'ora. Quando dopo qualche ticket e gin lemon Max mi abbraccia e mi dice "tu sei il mio re lucertola" e ci ridiamo sopra. Quando una canzone mi mette la pelle d'oca e vorrei trovare qualcuno con cui parlarne. Quando mi emoziono per un film e me ne vergogno. Quando la notte mi verrebbe voglia di fare una telefonata per dire una cosa che in un momento è importante solo dentro la mia testa e pensando che mi prenderei del matto il telefono resta chiuso. Quando ho delle cazzate in testa, prendo appunti pur senza avere con me una Moleskine e dopo qualche tempo quei cassettini si riempiono e diventano un blog.
IL BAGLIORE DATO A QUESTO SOLE - MAX GAZZE'
Ho visto fiere rondini
bruciare di passione
volando basse e rapide
ridendo piano
e le ho viste, stanche e affrante
posarsi sul mio balcone
le ho sentite parlare, parlare
tenendosi per mano
Ho paura di cadere
disse la più bella
di scoprire che i miei voli,
son stati di cartone
di scoprire chi ha creato quella stella
che dall'alto osserva tutto
come l'occhio di Didone
la più piccola la ascolta,
ali chiuse, sguardo spento
forse impreparata
ad un tema così amaro
E lei non parla
ed io leggo in volto
il verso del giaguaro
Liberi di vivere
liberi di ascoltare
le illusioni della mente
e dell'anima
liberi dai pensieri
dai riflessi della mente
e dell'anima
liberi di ascoltare
le ragioni dentro al cuore
e dell'anima
E questi giorni in bianco e nero
accartocciati dentro fogli da disegno
dove due colori son bastati per guardare
le foto di famiglia
e lì, ho visto tutti i voli
con le ali irrigidite
come fossili di marmo
ci vorrebbe un vento bagnato
che riempia gli spazi,
lasciati all'agonia dell'infinito
che spenga il bagliore dato a questo sole
Liberi di vivere
liberi di ascoltare
le illusioni della mente
e dell'anima
liberi dai pensieri
dai riflessi della mente
e dell'anima
liberi di ascoltare
le ragioni dentro al cuore
e dell'anima
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giovedì 20 novembre 2003 - ore 13:32
Lidl
(categoria: " Pensieri ")
Negli anni '90 l'Italia ha conosciuto il fenomeno della nascita dei cosiddetti "Hard-discount". Una miriade di repressi e deviati ha accolto la notizia come la manna dal cielo: oggettistica sessuale a prezzo di realizzo. Sbagliavano ed hanno invaso infelicemente molteplici supermercati dove, disdetta, non esiste nemmeno il reparto verdura dove deliziare le loro voglie con zucchine ed altro. Superato lo sgomento iniziale un solo brand si faceva notare sugli altri: il lidl. O "supermercato tedesco", come lo chiamano tanti anziani. Perchè in effetti tutti credono che i supermercati tedeschi siano come il lidl. Fosse così si potrebbero facilmente comprendere molti dei problemi della Germania dagli anni '20 ad oggi, ma come la quasi-ginecologa della pubblicità dell'Infasil mi sento di rassicurarvi: il lidl è un caso eccezionale.
1) Lo stabile
Il lidl sorge solitamente, al fine di sfruttare la speculazione edilizia, in luoghi dove siano stati commessi massacri od omicidi plurimi, il fondatore ha chiesto a Charles Manson dove posare la prima pietra. Il capannone non può per regolarmento avere zone non squadrate, le insegne possono ricoprire al massimo lo 0,5% ed è vietato avere una pista da atterraggio per elicotteri sul tetto, farebbe troppo borghese. All'interno l'illuminazione è garantita da economici tubi al neon che assicurano un'ambientazione tetra almeno quanto la sala delle autopsie di "C.S.I.", la stanza da letto della bimba de "L'esorcista", il patronato di Pontevigodarzere, i camerini di "Bernardi" ed "Oviesse". La scaffalatura viene acquistata in un altro discount quando effettua il "rinnovo locali". Spesso da uno scaffale crepato, infatti, si possono ricavare due scaffali più piccoli e perfetti. Geniale.
2) Il personale
L'assunzione non passa da agenzie interinali o centri per l'impiego: è diretta. Il selezionatore sceglie i candidati in piazza Garibaldi notando le persone più tristi. Per accertarsi della loro tristezza viene fatto fare loro il test Zung per la depressione, utile per trovare il candidato ideale. Al commesso medio del lidl non è permesso sorridere, sudare, muovere le palpebre degli occhi troppo velocemente, correre ed indossare divise carine. L'unico motivo buono per parlare con un cliente, oltre che della merce, dev'essere per lui la promozione delle malattie psicosomatiche. Uno dei commessi deve fare da spia, notare in quale corsia esiste il maggior entusiasmo, per rimuovere la merce il giorno stesso. Troppa felicità da parte del cliente, infatti, causerebbe più afflusso di pubblico, maggiore domanda, maggiori prezzi. Il lidl è in effetti il discount "di lusso", quello con i prezzi leggermente più alti. Sta a metà tra il discount vero e proprio ed il supermarket, è un ibrido. Come il fratello di Abatantuono ne "I Fichissimi". Del direttore si sente spesso dire "è una persona squisita". Per forza. L'assenza del banco macelleria spinge le clienti ad addentare le sue braccia, e fino all'arrivo delle guardie giurate, per mantenere la customer satisfaction, lui cosparge la sua carne di olio extra vergine e spezie aromatiche. Cosa non si fa per i clienti?!
3) La merce
La sensazione è quella di entrare nei negozi cinesi in Italia di metà anni '80, dove le borse Adidas diventavano "Addas" o "Didas", c'erano ombrelli di Gianni Versacci ed amenità varie. Vengono spacciate come marchi famosi aziende mai sentite nominare prima. La gamma di prodotti per l'igiene Cien, ad esempio. Mai sentita nominare prima, promossa con ottime mosse di marketing (modelle ottuagenarie che si spalmano la crema corpo strusciandosi contro il cliente alle casse), risulta essere una delle maggiori cause dell'aumento del prodotto interno lordo tedesco. I biscotti danesi sono il piatto forte. Sono veramente fantastici, c'è un solo problema: ogni dolce al lidl ha lo stesso sapore. Tronchetto al limone, torta margherita, fregolotta, stesso gusto. Biscotti, merendine, medesimo aroma. Il gel per capelli viene venduto non in tubetti o vasetti, ma a litri o galloni, in vere e proprie damigiane, si paga un tanto al kilo. Ora poi al lidl vendono anche i computer. In caso di montaggio errato si narra sostituiscano il mouse con un savoiardo per aumentare le prestazioni di Windows.
4) I clienti
E'vietato l'ingresso a Tonino Guerra: troppo ottimista.Un buon 50% della clientela è costituito da famiglie rumene e nigeriane che fanno vere e proprie scorte, quasi nella paura di una imminente guerra e la necessità di riempire il magazzino di provviste del rifugio antiatomico. Nella parte rimanente, variegate persone tra cui mio padre che "grazie" al lidl ha portato a casa una di quelle cosiddette "World Radio", che capta emittenti da tutto il mondo. Sì, abbiamo da anni il satellite apposta, ma una radiolina da 9 euro da più soddisfazione. Altro acquisto, i faretti da soffitto. 30 euro, una miseria. Alla rottura di uno dei faretti ne abbiam spesi 20 perchè si era fuso anche il trasformatore. Non parliamo poi della linea, i designer che lavorano per il lidl erano evidentemente all'ultimo grido (anche nel senso di ultimo respiro) negli anni '50, ma io una casa come quella dei Cunningham in "Happy Days" la voglio solo nei sogni, non nella realtà! Al lidl poi c'è il caricabatterie con le pile ricaricabili a 5 euro, contro i classici 15. Peccato ci metta 14 ore anziché 3. Non importa..
A Monaco di Baviera, il giorno dopo l'Oktoberfest, mi sono alzato e siamo andati a fare una passeggiata. Tra le foglie a terra c'era un sacchettino del lidl, lasciato lì da qualche incivile. In quel momento ho sognato un mondo dove i miei figli non possano sapere cosa sia un discount. Nello stesso momento ho capito di aver bevuto troppa birra.
STRONG - ROBBIE WILLIAMS
My breath smells of a thousand fags
And when I'm drunk I dance like me Dad
I've started to dress a bit like him
Early morning when I wake up
I look like Kiss but without the make up
And that's a good line to take it to
The bridge
And you know and you know
Cos my life's a mess
And I'm trying to grow so before
I'm old I'll confess
You think that I'm strong you're wrong
You're wrong
I'll sing my song my song my song
My bed's full of takeaways and fantasies
Of easy lays
The pause button's broke on my video
And is this real cos I feel fake
Oprah Winfrey Ricki Lake
Teach me things I don't need to know
And you know and you know
Cos my life's a mess
And it's starting to show so before
I'm old I'll confess
You think that I'm strong you're wrong
You're wrong
I'll sing my song my song my song
If I did it all again I'd be a nun
The rain was never cold when I was young
I'm still young we're still young
Life's too short to be afraid
Step inside the sun
And you know and you know
Cos my life's a mess
And I'm trying to grow
You think that I'm strong you're wrong
You're wrong
I'll sing my song my song my song
Life's too short to be afraid
So take a pill to numb the pain
You don't have to take the blame
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mercoledì 19 novembre 2003 - ore 13:38
Polvere da sparo
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Avere un proiettile ancora conficcato, fatto lasciare lì di proposito in mezzo al cuore vuol dire tanto. L'effetto più diretto può essere che, per esempio, un po'della polvere di quel proiettile finisce in una canzone e che per osmosi entri nel cuore di chi la ascolta. Se poi le canzoni sono tante, allora quella ferita si riapre in continuazione in chi ha la fortuna di ascoltarle. Gino Paoli è in grado di mantenere viva a suo modo quella ferita in chi lo segue. Non sono né sarò mai un suo fan, non mi sta neppure simpatico ma dentro ciò che dice lui trovo tante cose che non riuscirei ad ottenere forse nemmeno da un oracolo, da un vecchio saggio o da un libro di filosofia. Amo le sue parole e cerco di capire il suo stato d'animo, cerco di capire cosa sia successo dentro di lui quando da quella Derringer è partito il colpo. E ogni canzone è un indizio in più. Grazie Gino perchè riesci ad accompagnare la mia vita anche quando lo stereo si spegne. E con questa, che è una delle canzoni più belle che abbia mai sentito in tutta la vita, sono cresciuto, e forse ogni volta che la sento cresco un po'. O capisco che non crescerò mai davvero
COSA FARO'DA GRANDE - GINO PAOLI
Mio figlio ha cinque anni
e cinque convinzioni
facendo bene i conti
ne ha cinque più di me
Se il nero fosse bianco
se il bianco fosse nero
sarei poco sicuro
di quello che ora so
Io che mi fido solo
di chi mi ha dato il cuore
quando non ce l'avevo mio.
E sono ancora qui
qui con le mie domande
e sono ancora qui
Cosa farò da grande?
Non seguo l'uomo bianco
che parla delle donne
non lo capisco quando
parla di Belzebù.
Nell'uomo più feroce
nel serpe più cattivo
se Cristo fosse vivo
io lo vedrei anche lì.
Anche se non lo vedo
non mi comporto male
corro da indipendente, sempre!
E sono ancora qui
qui con le mie domande
e sono ancora qui
Cosa farò da grande?
E sono ancora qui
qui nelle mie mutande
e sono ancora qui
Cosa farò da grande?
Il tizio che ha rubato
stanotte in casa mia
non ha portato via
un dubbio che c'è in me.
Se non mi andava bene
con le canzoni, forse
ero dalla sua parte
e c'era un ladro in più.
Le strade sono giuste
anche quelle sbagliate
basta non esser certi mai!
E sono ancora qui
qui con le mie domande
e sono ancora qui
Cosa farò da grande?
E sono ancora qui
qui nelle mie mutande
e sono ancora qui
Cosa farò da grande?
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martedì 18 novembre 2003 - ore 10:46
Logo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
No, non ho scritto un libro opposto a quello di Naomi Klein, famoso incrocio tra una modella ed uno stilista; nemmeno mi sto riferendo al linguaggio di programmazione "della tartaruga", mi sono solo deciso a mettere un logo al mio blog. Ed oltre che ai "ticket" del city hall un tributo va a Danilo, o D17 che dir si voglia, che scattando la foto a questo locale di Parigi (una pizzeria normalissima sulla quale però esistono almeno 8 pagine in Internet LINK, dal Vangelo secondo Google) mi ha dato lo spunto. Capisco che non ve ne fregherà una cippa, ma per me è importante. Anche perchè grazie alla mia logorrea mi rendo conto che questo blog rende lo stesso effetto dell'invenzione napoletana. Oggi mi sono svegliato bene, anche se con un sonno della madonna, per cui saluto tutti quelli che mi conoscono e complimenti per la trasmissione.
LA STAGIONE DELL'AMORE - FRANCO BATTIATO
La stagione dell'amore viene e va
i desideri non invecchiano
quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va
all'improvviso senza accorgerti
la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole
non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un'altro entusiasmo
ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti
non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse
questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
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