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"La bellezza salverà il mondo."
F. Dostoevskij

Canova. "Amore e Psiche".
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"Fleba il Fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare,
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo,
o che volgi la ruota e guardi
nella direzione del vento,
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello e ben fatto
al pari di te."
Thomas Stern Eliot
"Death by Water"
da: "The Waste Land"

Edwar Moran, "Shipwrecked", 1877
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martedì 19 agosto 2008 - ore 21:31
Fantasia al potere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fantasia e rigore sono come il formaggio e il pesce: da soli vanno benissimo, ma a mescolarli si combina solo un gran casino. È successo lo stesso con le nuove ordinanze emesse dai sindaci italiani, neo promossi al grado di “sceriffi” dal ministro dell’interno Maroni. Il capo del Viminale era probabilmente in buona fede quando ha deciso di affidare ai sindaci potere di legiferare e portare l’ordine nelle proprie città, ma ha irresponsabilmente mescolato una purissima prerogativa italiana (la fantasia) con un’ambizione che a noi della Penisola non appartiene affatto (l’ordine). Ne è scaturito, ovviamente, un pandemonio. I primi cittadini si sono scatenati, e i cittadini «secondi» si sono trovati incastrati in un labirinto carroliano di leggine ed ordinanze. Dove a Novara non si può parlare in più di due per strada, a Vicenza non ci si può stendere sull’erba dei parchi a leggere; dove ad Amalfi non si può girare con gli zoccoli, a Bibione è vietato fare massaggi in spiaggia. Per chi sgarra, pronta la supermulta (e a chi serve più l’Ici?).
Come accade spesso quando si pianifica oculatamente una scemenza, l’unico effetto che si ottiene è di far incavolare la gente, e per primi gli stranieri. Dato che, se mi calpesti l’aiuola, non importa da dove vieni e se non lo sai, si attendono ampi rastrellamenti di tedeschi che, ignari, bevono birra al parco e francesi che mostrano la pancetta in centro. La cosa, ovviamente, non è piaciuta ai nostri sempre attenti vicini europei: il London Times si è già lamentato, titolato «Italiani bacchettoni, vietano tutto quello che è divertente». Probabilmente eravamo più simpatici quando sommergevamo di pattume le città: le copertine dei giornali venivano facili e i turisti inglesi potevano anche non curarsi di riciclare. Ma è anche colpa nostra, dopotutto: dovevamo saperlo che non si può essere simpatici facendo i bastardi. In quello ci riesce solo il dottor House, che purtroppo non è un personaggio reale. Qualcuno dovrebbe dirlo ai sindaci italiani, che sembrano convinti del contrario: potrebbero perdere – non sia mai! – le prossime elezioni. Fortuna che, in tutto questo, si è almeno salvato uno dei comandamenti principe della "vecchia" Italia: «La legge vale solo dove l’occhio arriva». Tradotto: nel privato puoi continuare a fare il cavolaccio che vuoi, basta che gli altri non se ne accorgano.

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giovedì 14 agosto 2008 - ore 20:35
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PECHINO - La nazionale olimpica di basket della Spagna si è fatta fotografare al gran completo in mezzo al parquet mentre tutti i cestisti posavano usando le dita per rendere i loro occhi “a mandorla”, evidenziando così la classica caratteristica fisica dei popoli orientali. Si è scatenata la bufera. Pronta reazione del Comitato Olimpico Internazionale, che attraverso un portavoce ha liquidato lo scatto come «evidentemente inappropriato». Giusto. In Cina la verità non appare sui giornali: neanche quella più evidente.

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venerdì 8 agosto 2008 - ore 21:54
Sogni olimpici
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Celebrate Humanity» è lo slogan delle Olimpiadi. «One world, one dream» è la scritta che si legge proiettata sugli edifici di Pechino, mentre luci e fuochi di artificio solcano il cielo – grigio-smog – di quello che per le prossime due settimane sarà l’ombelico del mondo. Tutte le luci sulla capitale cinese, tutti gli occhi a vedere quel magnifico mosaico di colori dei Giochi, che appunto sono una celebrazione e un simbolo. E allora cosa c’è di più simbolico di apprendere che il governo cinese, per assicurare alla propria capitale la quantità di energia sufficienti per la sfolgorante cerimonia di apertura, lascerà scientemente senza corrente intere regioni del suo territorio? L’occhio va dove c’è luce, com’è logico e naturale. Ma allora che farne di quel pezzettino di coscienza che ci fa scivolare la pupilla sui piccoli titoli nei giornali, solo delle macchie di inchiostro a confronto delle spettacolari immagini della festa di Pechino: «Scatta la guerra in Ossezia», «Colpo di stato in Mauritania», «Arrestati 1400 manifestanti in Tibet», «Bolivia Paese in bilico»? Che dovremmo farcene di questi echi di un mondo lontano, invisibile e silenzioso?
Inutile e stucchevole sarebbe gridare allo scandalo, congiurare perché il mondo che si gode beato la sua ostrica dorata possa trovarsela di traverso perché insensibile verso chi soffre. Il mondo è così, e la speranza di una vita senza sofferenza non è di questo mondo. La luce aiuta a scaldare i cuori, e magnifica le virtù. Ma se manca anche dove si soffre, la tragedia si tramuta in qualcosa di più orribile e insidioso: l’oblio. E allora sarà meglio non dimenticarsi di chi sta oltre la soglia dell’ombra, dove la fiaccola olimpica non può arrivare. «One world, one dream». Il mondo avrà anche un sogno solo, ma di solito sono quelli al buio a sognare di più. Con i pugni ben stretti e i denti che stridono.

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mercoledì 6 agosto 2008 - ore 14:20
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Doping. Emanuele Sella trovato positivo in un controllo extra-competizione all’epo-cera di terza generazione. Disposto il riesame delle rilevazioni fatte al Giro d’Italia, in cui il ciclista vicentino era risultato negativo. Sella ha dichiarato: «Me lo ha insegnato il mio maestro: “Dai l’epo-cera, togli l’epo-cera”».
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lunedì 4 agosto 2008 - ore 18:53
La prima pietra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Colto in flagrante, di fronte all’evidenza, nega, nega sempre». Ricordo, lo diceva Nonno Bassotto nei mitici "Topolino" della mia infanzia. Tramandava questa “lezione di crimine” ai suoi tre scalcagnati nipoti come fosse una regola aurea, un monito da tenere sempre presente nella loro carriera criminale a venire. Come a dire: «Se hai già fatto un crimine, non farti scrupolo di mentire per negarlo». Un ragionamento per niente stupido, che il nostro Paese sembra aver imparato maledettamente bene. Siamo come la banda bassotti: un covo di mascalzoni maldestri, di impenitenti rubagalline, di assassini di circostanza. Con un difetto in più: l’insopportabile sfrontatezza. Chi ha peccato qui scaglia la prima pietra. Persino le vecchiette al supermercato nascondono i cioccolatini nella borsa e poi aggrediscono a calci le commesse che glielo fanno timidamente notare (è successo).
Dai politici agli assassini; da chi si dopa a chi tradisce la moglie; dagli stupratori gli evasori. Quasi tutti negano. E non chiedono scusa. Mai. Tutt’al più, ogni tanto qualcuno se ne esce col solito, insopportabile «Così fan tutti», e se ne va di scena con un’alzata di spalle. Riccardo Riccò, ciclista formidabile che ha fatto una formidabile scemenza, almeno dopo un po’ l’ha ammesso. Ci aveva provato a negare tutto. Ma poi ci ha ripensato e ha ammesso di aver sbagliato. Suo maggior onore, non ha nemmeno tirato in campo a sua discolpa il ciclismo, sport malato grave in cui ci si dopa anche per vincere un prosciutto alla corsa del paese. Ha detto che, se potesse, non lo rifarebbe. Tutti gli altri no, lo rifarebbero. Per me, ha più statura morale quel romeno che, ubriaco, ha investito e ucciso un bambino l’hanno scorso chiedendo poi di essere sbattuto in galera piuttosto di un Moggi che, intervistato, dice: «Ammettere? Ammetto sì. Ammetto che non ci sono prove». Solo che uno adesso è in carcere a pentirsi (giustamente) per tutta la vita, e l’altro fa ospitate in tv. Anche la banda bassotti, nonostante gli infiniti tentativi di furto, era sempre a piede libero. Ma, tra un attacco e l’altro al deposito di Zio Paperone, una bella notte in gattabuia almeno loro se la passavano.

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lunedì 4 agosto 2008 - ore 15:16
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
BOLZANO - Il Papa sui Giochi olimpici: «In Cina un grande esempio di convivenza». Questa volta ci ha preso. Ai tibetani, infatti, l’idea di un matrimonio coi cinesi non è mai piaciuta.

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giovedì 31 luglio 2008 - ore 11:50
Eroi volontari
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Mi tagliate le tasse? No, grazie. Preferisco pagare come tutti gli altri». No, queste parole non sono uscite dalla bocca di un integerrimo danese o di un malato psichico. Lo “squilibrato” è Aldo Ozino, presidente nazionale della Fidas (Federazione italiana donatori di sangue) e uno dei pochi rappresentanti di una razza oramai estinta nel nostro Paese: quella di chi fa e non si aspetta nulla in cambio. La risposta di Ozino è arrivata a seguito di una proposta ministeriale che intendeva togliere il costo del ticket sanitario a chi dona il sangue (col recondito scopo, e questo va detto, di aumentare le schiere sempre più sfilacciate dei donatori). «Non siamo eroi – ha fatto sapere Ozino – Siamo solo comuni cittadini che vogliono semplicemente fare qualcosa per gli altri. Non ci aspettiamo un particolare premio per quel che facciamo, se non la soddisfazione di aver fatto qualcosa che crediamo buono e giusto».
Parole che qualunque attivista, terzomondista, ecologista, difensore dei diritti umani o animalista dovrebbe appuntarsi e appendere nella cameretta tra i poster di Gandhi e del “Che” Guevara (due personaggi che, peraltro, hanno in comune solo le simpatie di chi, nobilmente, vuole farsi gli interessi degli altri). Bisognerebbe ricordarsi che non si diventa “eroi” della solidarietà volontariamente. Essere considerati buoni è una di quelle poche cose – come l’innamoramento, l’utopia e l’orizzonte – che più cerchiamo di raggiungere e più si allontanano da noi. Ma, spesso e volentieri, qualcuno tutto questo se lo scorda. Come gli animalisti - o si dovrebbe dire "bestialisti"? - della Valle della Savoia, che sembrano essere i responsabili dell’avvelenamento di diciassette cani da pastore, “colpevoli” di uccidere a loro volta i rari e protetti lupi che starebbero ricominciando a popolare quelle valli alpine. Nessun luogo è incline ai cortocircuiti del fanatismo come il cuore.

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domenica 27 luglio 2008 - ore 19:53
AnsIa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
INDIA - Trovati sulle pendici dell’Himalaya due peli di una razza di primate non conosciuta; forse sono dello Yeti.
CHIANCIANO TERME - Rifondazione Comunista riparte da Ferrero, eletto "compagno segretario" dal congresso.
Nonostante le continue smentite, alcune antiche leggende non muoiono mai. Ferrero può tranquillamente continuare a seminare impronte con le scarpe di Berlinguer nei giardini di Chianciano.

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venerdì 18 luglio 2008 - ore 11:07
Orchestra Titanic
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adesso che montagne hanno partorito i soliti topolini; adesso che la saliva della rabbia popolare si è asciugata dalle bocche degli urlatori; adesso che i grandi della terra hanno perso ancora un’occasione per almeno provare a sembrare davvero grandi; adesso sarebbe il caso di farsi una domanda. O due. “Ma funziona?”, “Ne vale la pena?”. Sarebbe davvero il caso. Ma, ovviamente, nessuno ci pensa.
Partiamo da piazza Navona, dove la scorsa settimana migliaia di persone si sono radunate perché ritenevano la democrazia italiana in pericolo, e il nuovo Governo una minaccia per il Paese e la Costituzione. E via di battute, frecciate acide, malcelati insulti. Veniva da sorridere per non piangere a guardare questi bambini arrabbiati che pestavano i piedi mentre applaudivano e organizzano macumbe e maledizioni verso il nemico, convinti che la loro rabbia e indignazione potesse giustificare loro tutto. Un film già visto, quello delle “piazze che salvano il popolo”. E che non ha funzionato affatto . Persino Veltroni gliel’ha detto: «Così si perdono le elezioni». E lui, in materia, è un esperto. Si ricade più facilmente nello scivolo della bile piuttosto che usare la testa.
Negli stessi giorni, il G8 si riuniva in Giappone. Come un padrone di casa di manica larga, la popolazione mondiale chiedeva tutta a gran voce ai loro leader di risolvere la questione del riscaldamento globale. Si diceva che era l’ennesimo ultimo appello, che se non si fosse fatto nulla almeno stavolta ci saremmo trovati a portare a spasso il cane con un metro d’acqua nelle strade. E invece anche questo vertice di super-potenti, che tutto potrebbero fare ma niente fanno, si conclude con i soliti insipidi accordi, i soliti “farò”, i soliti scialbi richiami a Cina e India, che evidentemente a quel tavolo degli “appelli ma niente decisioni” dovrebbero sedercisi da un pezzo. Ma non li vogliono, e quindi si vendicano. E intanto le lancette corrono…
Insomma: da una parte quelli che non contano e decidono di non contare; dall’altra i veri potenti che però hanno altro da fare. Da una parte i “vorrei ma non posso” e dall’altra i “posso ma non voglio”. La storia ci ha sempre insegnato che quando il potere costituito non funziona, la massa prende il sopravvento (rivoluzione francese). E, viceversa, quando il popolo è allo sbando sono i leader a prendere il timone (Cavour, un esempio tra mille). Invece, adesso, nessuno fa nulla: il popolo non c’azzecca e i potenti non ci sanno fare. E poi ci chiediamo come mai i comici hanno tanto successo: sono come la famosa orchestra sul Titanic che affonda.. Almeno quando, a riscaldamento globale compiuto, finiremo tutti sotto le onde dell’Atlantico a qualcuno da ridere scapperà. O no?
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martedì 8 luglio 2008 - ore 13:42
Gaffeurs
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio». Clamorosa gaffe dello staff della Casa Bianca, che ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano in Giappone per il G8 una biografia molto particolare del nostro Presidente del Consiglio. «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ’bella figura’ (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - afferma la biografia - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese».
Prima che i giornalisti potessero riprendersi dallo shock di aver appreso una posizione onesta dalla Casa Bianca e incominciassero a domandarsi come un volantino dell’Italia dei Valori potesse essere arrivato fino alla scrivania dello studio ovale, sono arrivate le scuse. «I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani - ha fatto sapere il portavoce della Casa Bianca - Ci scusiamo con l’Italia e con il primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima per la loro. Per lo meno per l’arte di impastare la pizza».
«Comunque - continua il portavoce - Noi intendevamo l’altro Berlusconi. Quello che è presidente di squadre di calcio, giornali e tv. Perchè sono due persone diverse, vero?».
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