PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE
*** Per Aspera Ad Astra ***
Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.
[A. Jodorowsky]
A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.
[Simone de Beauvoir]Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...
Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]
Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]
AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...
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lunedì 24 settembre 2007 - ore 13:27
AGGIORNIAMO: WEEK END!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Aggiorniamo... Venerdì mattina ho
passato Diritto Amministrativo! Era ora! La fine si avvicina pure per me (come direbbe mia nonna: “
prima o poi si fanno anche le zucche...”)! Ho pure fatto amicizia con un assistente (30 anni, presissimo dal suo lavoro di avvocato): prima ed ultima volta, credo, da quando sono all’Università, che socializzo con il corpo docente! Per festeggiare l’esame ho finalmente acquistato la famosa
borsa in vernice rossa da abbinare alle ballerine.

Al pomeriggio mi sono
fiondata a PD dal mio ometto per il week end:
serata tranquilla a guardare la TV, perchè alzarsi alle 6 non mi rende molto dinamica e, arrivata a sera, somigliavo ad un
bradipo. Sabato pomeriggio all’insegna della compagnia femminile:
Miss Vampiretta si è sacrificata e siamo andate a zonzo per i negozi del centro e per le piazze, chiacchierando a ruota libera per 3 ore (la ragazza ha fibra: ha sopportato benissimo l’impressionante sforzo che occorre per starmi dietro). Ho trovato il
cappello verde in velluto a coste.

Alla sera poi giro veloce al
Portello e poi
Unwound: eccovi alcune immagini della serata (
evento epocale: La TeLe posta delle foto personali)...
La coppia più bella del mondo:
EDDY ROTH e ChickFit innamorelli.
Carlà (con styge sullo sfondo), che ormai è come Britney Spears e lo trovi in 7 blog su 10 qui su Spritz.it: l’ho soprannominato
Britney Spritz!
Vampiretta verso fine serata: fuori come una tapparella, come per altro tutto il resto del gruppo...
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Il
gruppo finale (Carlà, CyBA, Sardellone, styge e Vampiretta): alle 4 del mattino di fronte all’
Unwound si arriva così!
Io e Vampiretta: mi urge un parrucchiere (vado venerdì mattina: lo giuro!)...

Infine, ieri
domenica di coppia all’insegna del
mal di pancia per colpa di un sugo ai
peperoni (non li mangio più!) con l’uomo a farmi da crocerossina, viste le mie condizioni pietose. Fine del week end e dell’aggiornamento:
da domani si ricomincia con i miei
soliti post astrusi, astratti e lambiccanti!
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giovedì 20 settembre 2007 - ore 16:59
CAMBIAMENTI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché inclusi in una vita gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico, ma risponde a un’architettura interna. [I. Calvino]
Domattina scendo a Bologna: andrà come deve andare. Domani pomeriggio invece salgo a Padova: io e lui per 3 giorni... un po’ di pace. Domani sera riapre l’Unwound: sta arrivando l’inverno. Sabato pomeriggio vedo una carissima amica: ogni tanto il colpo di fortuna capita e ci si imbatte in persone che meritano considerazione e rispetto. Sabato sera socializzo: almeno una volta a settimana devo fare un tuffo nel mondo. Domenica si va, forse, al Day to End a Marcon (VE): giornata all’insegna della musica. Lunedì mattina si torna a casa e si ricomincia...
... ci sono decisioni (importanti e difficili) da prendere e cambiamenti (anche sofferti) da mettere in atto, ma la vita va avanti...
*** Buon week end ***
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mercoledì 19 settembre 2007 - ore 16:09
LA CONTRADDIZIONE VIVENTE
(categoria: " Riflessioni ")
Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro. [A. Baricco]
Spesso e volentieri
mi stupisco di me stessa: nel senso che mi stupisco della
contraddizione vivente che sono, perché mi accorgo di passare, senza problemi e tranquillamente, da
pensieri ed elucubrazioni mentali profondi ed astrusi, praticamente metafisici, a interessanti e dettagliatissime considerazioni sulla
necessità o meno di acquistare l’ennesima maxisciarpa per l’inverno che arriva. Penso che questa mia
incoerenza intrinseca mi derivi dall’
essere donna...

Prima stavo
rimuginando -come faccio ormai da una settimana- sull’
autostima, sulla necessità di conoscersi per
vivere bene il presente e per costruirsi un
futuro sereno e su come ormai la nostra società ci abbia fatto perdere il
senso tragico del limite, che rende l’uomo degno un essere a metà strada tra cielo e terra... Sono finta, nel giro di 10 minuti, a pensare a quello potrei comperare
sabato pomeriggio, visto che vado a fare
shopping terapeutico con un’amica: un
cappello in velluto verde con visiera, la
maxisciarpa blu di cui sopra, le
pins di Tokidoki e una
felpina rossa con il cappuccio da mettere con i leggings...


Mi sono così tornate alla mente
alcune frasi sulla donna -scritte da uomini- lette nel corso degli anni:
Donna, l’inconsistenza nobilitata dall’incoscienza. [K. Kraus]
Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo. [O. Wilde]
Le donne indovinano tutto, sbagliano solo quando riflettono. [A. Karr]
...Mi sa che aveva alla fin fine
Oscar Wilde aveva capito il nocciolo della questione, quando scriveva: “
Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese”... siamo
esseri misteriosi ed incomprensibili... spesso
anche per noi stesse!
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martedì 18 settembre 2007 - ore 15:27
E SE MI DESSI ALLA PASTORIZIA?
(categoria: " Pensieri ")
L’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri.
[Epicuro]

Non posso mettere inquietudine alle persone che mi vivono accanto. Non posso
tramettere la mia ansia a chi mi vuole bene e cerca di starmi vicino e di aiutarmi.
Non posso e non voglio. Devo combattere questo stato d’animo con ogni mezzo a mia disposizione: cercherò di
sfogare la mia rabbia e la mia angoscia e al contempo di
capire perché in questo periodo
sto così male con me stessa. In pratica attuerò la seguente
strategia combinata:
fitboxe per menare calci e pugni a destra e a manca, così da scaricarmi e
seminari di yoga sull’autostima, sulla mente e sull’anima (mamma mi ha convinto alla fine) per avere un momento di profonda introspezione e per fare un po’ di autoanalisi...
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Se la suddetta strategia non funziona dovrò considerare
soluzioni più estreme, tipo un
ritiro spirituale in un qualche eremo perso fra i monti (può essere che scopra che la mia vera natura sia di fare il pastore, vivendo poi grazie ai proventi della vendita del formaggio da me prodotto), un corso di
full contact (a cui potrei non sopravvivere, vista la mia inesistente prestanza fisica) o un viaggio in qualche
meta improponibile e sperduta (tipo Patagonia o Isole Svalbard)... Si accettano ovviamente
suggerimenti e alternative alle opzioni di cui sopra!
Non devi cercare di fare in modo che le cose vadano come vuoi,
ma accettare le cose come vanno: così sarai sereno.
[Epitteto]
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lunedì 17 settembre 2007 - ore 16:08
INCUBI AD OCCHI APERTI E SOGNI AD OCCHI CHIUSI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Durante il fine settimana appena trascorso, ho
passato momenti belli e preziosi
con il mio ometto,
visto un po’ di
gente, fatto
shopping,
studiato ed ho
meditato sulla faccenda dell’
autostima: non ho ancora raggiunto il bandolo della matassa, ma ci ho pensato sopra e sono giunta alla conclusione che
devo innanzi tutto vivere il presente, senza farmi troppe illusioni sul futuro, per non essere sempre preda dell’angoscia e dell’ansia di non fare quel che devo, di non mantenere le promesse o di deludere le aspettative altrui... questo è già qualcosa: è
un punto di partenza, utile o meno si vedrà... In questi giorni di arrovellamento interiore poi, visto che il mio cervello praticamente non si è mai fermato o spento, ho sofferto di
insonnia... Odio guardare il soffitto per tutta la notte e svegliarmi poi al mattino con 2 cipolle al posto degli occhi: non mi concilia il
buonumore, né tanto meno mi aiuta ad
iniziare bene la settimana! Spero che il disturbo passi in fretta, perché sennò, conoscendomi, comincio ad avere
incubi da sveglia, con la mia mente che partorisce pensieri ed immagini assurdi...
Che cos’è l’insonnia, se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? [M. Yourcenar]
********************Passando infine alle
futilità, ecco
cosa ho comprato sabato pomeriggio, con somma soddisfazione e massimo godimento, con il frutto delle mie fatiche (dare ripetizioni serve a qualcosa evidentemente)... Il mio ometto sembra aver apprezzato l’acquisto...
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venerdì 14 settembre 2007 - ore 16:53
AUTOSTIMA...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità e amarci come siamo.[R. Battaglia]
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Questi, che qui approdò,
fu per non essere l’esistente.
Senza esistere ci bastò.
Venne per non essere venuto
e ci creò.
[F. Pessoa, Ulisse]Nel corso dell’ultima settimana,
parlando a varie riprese con la mia genitrice
di quel che sono, di quel che vorrei essere e di altre mie numerose e varie paranoie assortite (solo lei ed il mio ometto reggono certi miei discorsi, e pure io mi devo sfogare ogni tanto con qualcuno...), è saltato fuori che, secondo lei, non riesco a vivere bene il presente soprattutto perché
la mia autostima è a livelli bassissimi (all’incirca sotto ai calcagni): e questo, più o meno, da sempre... Partendo da questa considerazione, sempre secondo mamma, si spiegherebbe
il perché io non sia praticamente mai soddisfatta di me stessa, di quel che faccio e di quel che non faccio, ma dovrei fare...
A ben pensarci,
non ho effettivamente molta considerazione di me stessa... anzi, ad essere proprio sincera,
non ho nessuna considerazione di me stessa! Perché mi pare di non aver combinato nulla di buono finora! Perché non ho nessuna dote particolare, nessun talento! Perché mi reputo mediocre!
Che debba rivedere almeno un po’ questa mia predisposizione d’animo? Che debba cercare di volermi più bene? Che non debba vivere sempre con l’angoscia di quel che non ho fatto, ma avrei potuto? Boh...
ci penserò su durante il week end, per veder
se è il caso o meno di cambiare...
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giovedì 13 settembre 2007 - ore 14:31
GRAZIE A DIO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo. [S. De Beauvoir, Memorie di una ragazza perbene]

Come quasi
ogni mattina, sono uscita per fare per diverse
commissioni (nonna è sempre a corto di qualcosa: pane, latte, burro, biscotti, crackers, filo per cucire, bottoni, ecc ecc ecc): il fornaio, la merceria, il supermercato... In piazza conosco più o meno tutti e quindi
il giretto giornaliero non mi dispiace (al pomeriggio sono blindata in casa a studiare o, almeno, a tentare di studiare), perché passeggio, vedo un po’ di vita e mi fermo a chiacchierare in giro... Stamattina però ho incontrato
un soggetto che evito e schivo accuratamente come la peste ogni volta che le nostre strade malauguratamente si incrociano (il centro del mio paese consta di 4 strade e 2 piazze):
la vecchia beghina!

Il personaggio in questione, una conoscente di famiglia, pettegola e antipatica, avrà più o meno 70 anni, è alto 1 metro e 40, ha la pelle che pare cuoio invecchiato e rigato e porta sempre un fazzoletto in testa, stile prefica... Non ho potuto evitarla! Ci siamo trovate l’una di fronte all’altra ad uno svincolo e
l’arpia mi ha agguantato e braccato: il
dialogo è stato
serrato, tagliente e bellicoso... mancavano solo i revolver alla cinta! L’
argomento è
sempre il solito da più o meno 15 anni:
non mi vede mai a messa, quindi non ho fede ed è un peccato che abbia perso la fede... Non darò mai al mio povero nonno la soddisfazione di vedermi sposata in chiesa!
E sì che sono così carina ed intelligente... un vero peccato! La mia
replica alla sua filippica cattomoralista, da 15 anni, è sempre, più o meno, la stessa: odio la gente che va in chiesa, perché son tutti, o quasi,
baciapile ipocriti e malefici. Per fortuna a 14 anni, dopo attento ascolto,
non ho sentito la presenza di dio e mi sono scoperta atea, così da evitare certa gentaglia. Non ho rimorsi e non vivo scorrettamente, per cui penso di essere una brava persona... e, per concludere, la
stoccata finale: “
Mi saluti tanto suo figlio, signora: è ancora alle prese con quella causa penale per concussione e corruzione, vero?”.
...
sono atea... mica si può pretendere che sia tenera, graziosa e gentile con una vecchiaccia malefica, curiosa ed invidiosa, no?
Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disprezzo il terrore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.[B. Russell,
Perché non sono cristiano]
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mercoledì 12 settembre 2007 - ore 18:35
OBA XIRE’...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io dico no quando tutti, in coro, dicono sì. Questo è il mio impegno.
[J. Amado, Tiocaia Grande]Si sa che
leggere è il mio
passatempo preferito ed in particolare apprezzo molto la
letteratura sudamericana in lingua spagnola, portoghese o brasiliana... Uno dei miei autori prediletti è da sempre
J. Amado (1912-2001), che con i suoi romanzi, che ruotano sempre attorno a grandissime figure femminili, mi ha fatto amare alla follia
Bahia e la sua gente... Si sa anche che il mio è un mondo fatto di
connessioni mentali, coincidenze e rimembranze... Durante il week end mi sono imbattuta in
un simpatico personaggio, un brasiliano sposato con un’italiana, che per vivere forgia e vende
monili in argento rappresentanti le
divinità del Candomblé, la religione del popolo di Bahia...

Il
Candomblé è una religione afrobrasiliana praticata in Brasile, Uruguay, Paraguay, Argentina e Venezuela. Mescolanza di riti indigeni, credenze africane e cristianesimo, questa confessione si fonda sul culto degli
Orixas (divinità di origine totemica e familiare, associati ciascuno ad un elemento naturale) e si basa sulla fede nell’esistenza di un’anima propria e particolare della natura.
Questa religione (chiamata anche
Batuque) è giunta in Brasile dall’Africa portata dagli schiavi: oggi è ampiamente diffusa, con seguaci appartenenti a tutte le classi sociali, e decine di migliaia di templi (
terreiros) sparsi nel territorio. Nella cultura brasiliana le religioni non sono avvertite reciprocamente esclusive e pertanto molte persone che praticano abitualmente altre confessioni partecipano a rituali del Candomblé, che fanno parte a pieno titolo del folclore brasiliano.
Il Candomblé viene chiamato
Macumba a Rio de Janeiro e a San Paolo, benché la Macumba sia maggiormente affine alla stregoneria europea e in definitiva se ne distingua. Parimenti altre religioni di origine africana del Nuovo Continente, come il
Vudù di Haiti, la
Santeria cubana, l’
Omoloko e l’
Obeah, sviluppatesi indipendentemente dal Candomblé, sono praticamente sconosciute in Brasile.
Il Candomblé si è sviluppato in Brasile, precisamente a Salvador de Bahia, grazie ai sacerdoti e alle sacerdotesse africani giunti nel Nuovo Mondo come schiavi nel periodo che va dal 1549 al 1888, quando i missionari cattolici convertirono in massa gli schiavi, che tuttavia mantennero sotterraneamente vive le loro tradizioni religiose. Fu in questo periodo che il culto degli
Orixas venne associato a quello dei santi cattolici e ancora oggi a ciascuna delle divinità del Candomblé corrisponde una figura del culto cristiano.
Gli schiavi brasiliani erano originari di svariati gruppi etnici, tra cui gli Yoruba, gli Ewe, i Fon e i Bantù: i mercanti di schiavi li classificavano per porto di imbarco e pertanto la loro vera origine etnica poteva non essere esattamente corrispondente a quella che veniva loro riconosciuta. Siccome il Candomblé nacque semindipendentemente all’interno di ciascun gruppo, esso si articolò in varie "sette" e per questo il termine Candomblé designa vari riti con differenti stili, i seguaci dei quali chiamano “nazioni”. È possibile distinguere queste nazioni dal modo di suonare l’
atabaque (tamburo rituale che accompagna le cerimonie), dalla musica, dalla lingua usata nei canti religiosi, dai nomi delle divinità, dai colori e dalla foggia dei costumi, dal modo di ballare e da alcune diversità nel rituale.
Nonostante ci sia un pantheon di divinità numeroso, il Candomblé non è propriamente una religione politeista. Esiste un principio primo, da cui provengono gli
Orixas (divinità), che ne gestiscono il potere, e la maggior parte dei brasiliani identifica questo dio primigenio con il dio cristiano. Il Candomblé cerca un rapporto armonioso ed equilibrato fra tutte le parti che compongono l’essere umano, il cosmo e la società. L’universo sacro è reale ed i fedeli partecipano al mondo invisibile, entrandoci in comunicazione. Generalmente i fedeli del Candomblé hanno una profonda fede nelle energie superiori della natura, perché ogni persona è un frammento della divinità, dalla quale ha ereditato le caratteristiche fisiche, psichiche ed energetiche. La continuità e l’equilibrio fra l’universo sacro e la natura si acquisiscono attraverso la riposizione di una forza magico-sacra che fluisce in tutte le cose, piante, animali, esseri umani, chiamata
axé. L’
axé può diminuire, aumentare od essere distribuito attraverso i vari riti, per portare equilibrio e benessere alla comunità o all’individuo. Fondamento del Candomblé quindi è il vivere la vita bene ed ora.
Gli adepti al Candomblé credono negli
Orixas, cioè in singole divinità che possiedono ciascuna una propria personalità, ad ognuna della quale è associato un santo cristiano, un segno zodiacale, un giorno della settimana, un fenomeno naturale, determinati metalli e specifici colori.
L’Orixa, detto anche
santo, per la passata sincretizzazione con i santi cattolici, si impossessa del credente e si serve di lui come strumento per comunicare con i mortali. Tra gli adepti al Candomblé è diffusissima la credenza secondo la quale ogni persona possiede una divinità protettrice chiamata
orixa de cabeça o
orixa de frente, che fa assumere involontariamente al suo protetto tutte le sue caratteristiche, positive e negative. Gli
Orixas ascoltano le richieste, danno consigli, concedono la grazia, curano le malattie e consolano nel momento del bisogno. Il mondo celeste non è distante né superiore e il credente può conversare direttamente con la divinità. Gli
Orixas ricevono regolarmente omaggi sotto forma di offerte, danze sacre e canti.
Il tempio dove si svolgono le cerimonie e dove vivono il sacerdote la sacerdotessa (
Pai de santo o
Mae de santo) e i suoi
filhos o
filhas de santo, si chiama
terreiro ed è una comunità a se stante. All’interno del
terreiro la gerarchia è molto netta e il sacerdote o la sacerdotessa condividono con gli adepti la loro forza spirituale attraverso un cammino ben definito e rigido. Al fianco del
Pai o
Mae de santo c’è il
Babaegbé o la
Iyaegbe (il padre piccolo o la madre piccola), che è responsabile dell’ordine all’interno del
terreiro, della tradizione e della gerarchia. Altre figure di rilievo sono la
Yabassé, la responsabile degli alimenti sacri e l’
Axogun, il responsabile dei sacrifici. Alla base di questa gerarchia ci sono le
filhas e i
filhos de santo, cioè i fedeli, che sono il vero cuore del tempio.

Presa così da un certo prurito intellettuale, spulciando fra i miei libri ho scoperto quali sono gli
Orixas che mi sono più affini...
Iansa (
Oià), signora del vento, dei raggi del sole e delle tempeste, moglie di Xango, sincretata con Santa Barbara. Il suo oggetto caratteristico è la sciabola. Domina sulla guerra. I suoi colori sono il rosso ed il bianco.
Yemanjà (
Dandalunda Panda), signora delle acque, madre di quasi tutti gli altri Orixas, protettrice degli spiriti del focolare, sincretata con Nostra Signora della Concezione. Il suo oggetto caratteristico è l’Abebé, un ventaglio d’argento. Domina sul mare e sulla pesca. I suoi colori sono il bianco e l’azzurro.
Obà (
Oba), la regina guerriera, sincretata con Nostra Signora delle Nevi. I suoi oggetti caratteristici sono lo scudo e la lancia. Domina sulle cascate. I suoi colori sono il bianco ed il rosso.
Dal momento che lo chiede con tanta buona grazia, giovanotto, io le dico: con le disgrazie basta incominciare. E quando sono incominciate, non c’è niente che le faccia fermare, si estendono, si sviluppano, come una merce a buon mercato e di largo consumo. L’allegria, invece, compare mio, è una pianta capricciosa, difficile da coltivare, che fa poca ombra, che dura poco e che richiede cure costanti e terreno concimato, né secco né umido, né esposto ai venti, insomma una coltivazione che viene a costar cara, adatta a quelli che son ricchi, pieni di soldi. L’allegria va conservata nello champagne; mentre la cachaça tuttalpiù consola dalle disgrazie, quando consola. [J. Amado,
Teresa Batista stanca di guerra]
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martedì 11 settembre 2007 - ore 16:48
AGIRE O MEDITARE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...
giorni di ansia e d’inquietudine... Considerata la mia indole e soprattutto il fatto che
non mi piace vivere in una zona grigia, non posso proseguire con questo andazzo: urge prendere una
decisione per risolvere il problema... E le
soluzioni a cui ho pensato sono le seguenti:
*
Yoga (più correttamente
Hatha Yoga): sentiero della filosofia induista che insegna a dominare, attraverso una serie di esercizi psicofisici, l’energia cosmica presente nell’uomo, manifestantesi come respiro, e quindi a conseguire un sicuro
controllo della cosa più instabile e mobile che si possa immaginare, ossia la mente sempre irrequieta, sempre pronta a distrarsi e a divagare. In tal maniera lo yoga, influendo sulla vita sia psichica che fisica dell’individuo, si propone di compiere una revulsione immediata dal piano dell’esperienza quotidiana, umana e terrena, e di attuare con grande prontezza il possesso della più alta beatitudine. Chi ne segue le regole non è più un uomo comune ma diventa un
Siddha, cioè un uomo perfetto, che riesce a dominare gli elementi attraverso la pratica del
tummò.

*
Fitboxe (o
aerobica boxata): attività sportiva che mixa aerobica e arti marziali. E’ un utile metodo per curare il fisico e una valida opportunità per imparare le tecniche delle arti marziali. Lo scopo della disciplina non è quello di colpire e di neutralizzare l’avversario: calci e pugni, infatti, si arrestano sul sacco. L’obiettivo della fitboxe è quello di migliorare la forma fisica attraverso un allenamento aerobico la cui durata può oscillare dai 30 ai 60 minuti.

Ora, mia madre fa yoga da 5 anni e insiste già da 2 o 3 per portarci pure me: a suo avviso la
meditazione mi farebbe bene, perché così riuscirei a trovare il
giusto equilibrio fra quel che sono e quel che vorrei essere; inoltre
amo la cultura orientale e soprattutto certe filosofie, indiane e cinesi, mi affascinano... D’altro canto, la sola idea di passare un’ora a provare a mettermi le gambe dietro al collo mi atterrisce e, considerando poi che ho una dose ragguardevole di
rabbia repressa, più o meno latente, e che sono di natura
impaziente, irascibile e stizzosa, mi vedo molto
più incline a menare un sacco -dandogli mentalmente la faccia di qualcuno che non sopporto- per un’ora a settimana... Quindi,
dopo attenta e ponderata riflessione, da lunedì mi sa proprio che
inforco i guantoni e vado a menare calci e pugni a suon di musica!
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PERMALINK
lunedì 10 settembre 2007 - ore 17:03
SIAMO POLVERE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Padre del Cielo” prendila su di te
la malvagità suprema
che la tua candida mano ha foggiato
di contrabbando, in un attimo -
Anche se l’aver fiducia in noi – ci sembrerebbe
più dignitoso - “Siamo polvere” -
Ti chiediamo scusa
per la tua stessa doppiezza.
[E. Dickinson]
.jpg)
Ansia. Giornata all’insegna dell’ansia. Notte passata in bianco ad ascoltare i rumori d’intorno con gli occhi sbarrati. In me c’è troppa inquietudine. Sono trepidante. Troppi pensieri e troppe congetture e considerazioni sul mio possibile futuro. Tumulto interiore e scoraggiamento. Certo è che non posso cambiare quel che ancora deve essere: probabilmente non ho abbastanza fiducia in me e mi spaventa l’incognito... Alla fin fine siamo solo polvere...
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